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Contribuente virtuoso

Definizione

Contribuente che, rispettando determinati requisiti di affidabilità, ottiene agevolazioni come l'esonero dalla prestazione di garanzie per i rimborsi fiscali.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Compensazione IVA infragruppo: il Fisco vince sulla continuità
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a una Società Capogruppo l'indebita compensazione IVA infragruppo per oltre cinquantamila euro, trasferiti da una controllata senza la presentazione di una garanzia fideiussoria. La controllata era nata da poco tramite conferimento di un ramo d'azienda della stessa capogruppo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco. I giudici hanno stabilito che il confronto preventivo tra le parti è valido anche se avviato informalmente al telefono, purché effettivo. Inoltre, per beneficiare dell'esonero dalla garanzia come contribuente virtuoso, il requisito dei cinque anni di attività deve riferirsi strettamente al soggetto giuridico che effettua la compensazione e non all'attività economica in sé. Di conseguenza, il subentro in un ramo d'azienda non consente di cumulare gli anni di attività del precedente proprietario.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alle sanzioni
Una società pubblica ha compensato un credito IVA di gruppo senza presentare subito la dichiarazione di contribuente virtuoso, inviata solo successivamente su richiesta dell'Amministrazione Finanziaria. Il Fisco ha quindi contestato la tardività della compensazione, applicando sanzioni e interessi. Durante la causa davanti alla Corte di Cassazione, la società ha chiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti prevista dalla legge di bilancio. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio per consentire alla contribuente di perfezionare la sanatoria fiscale e presentare la relativa documentazione entro i termini di legge.
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Requisito quinquennale IVA: conta l’azienda o l’impresa?
L'ordinanza interlocutoria analizza il caso di una società controllata che, avendo acquisito un ramo d'azienda, non soddisfaceva autonomamente il requisito quinquennale IVA per la compensazione del credito. La Cassazione, senza decidere, rinvia la causa a pubblica udienza per approfondire se l'attività pregressa del ramo d'azienda possa essere considerata ai fini del calcolo del quinquennio. La questione è cruciale per definire lo status di 'contribuente virtuoso' nelle operazioni di riorganizzazione aziendale.
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