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Contratto Verbale

Definizione

Un accordo stipulato a voce tra le parti, senza la redazione di un documento scritto. Ha piena validità legale tranne nei casi in cui la legge richiede obbligatoriamente la forma scritta.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contratto verbale: la Cassazione conferma la validità dell’accordo
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un contratto verbale per la vendita di un bene mobile, in questo caso un aratro meccanico. Un venditore aveva chiesto il pagamento del prezzo, ma l'acquirente contestava l'esistenza di un accordo. La Corte d'Appello aveva riconosciuto il contratto basandosi sulla testimonianza dell'acquirente stesso e sulla consegna del bene. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'acquirente, ribadendo che la prova di un contratto verbale può essere fornita con ogni mezzo. L'acquirente è stato condannato alle spese legali e al raddoppio del contributo unificato.
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Enunciazione Contratto Verbale: Rinuncia al Credito Salva dalla Tassa
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'imposta di registro sull'enunciazione di contratto verbale. Nel caso specifico, i soci di un'azienda avevano effettuato un finanziamento verbale. Successivamente, durante un'assemblea, rinunciavano al loro credito per coprire le perdite della società. L'Agenzia delle Entrate chiedeva il pagamento dell'imposta di registro sul finanziamento originario, menzionato nel verbale. La Corte ha stabilito che l'imposta non è dovuta. Sebbene vi sia enunciazione, la tassa è esclusa quando gli effetti del contratto enunciato (il finanziamento) cessano proprio in virtù dell'atto che lo enuncia (il verbale con la rinuncia). La rinuncia al credito estingue il finanziamento, bloccando la pretesa fiscale.
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Contratto verbale: la firma sulla privacy lo conferma
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto verbale per un incarico professionale è pienamente valido e vincolante se i suoi termini essenziali, come il compenso, sono riportati in un documento scritto successivamente firmato dai committenti, anche qualora tale documento sia una semplice informativa sulla privacy. Nel caso di specie, i clienti erano stati condannati a pagare oltre 114.000 euro a un professionista per la progettazione di un immobile. Essi sostenevano che l'accordo verbale prevedesse il pagamento a carico di terzi, ma la loro firma su un documento che riportava il compenso è stata ritenuta una conferma del loro obbligo diretto. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito.
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