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Contratto Scritto Con La Pubblica Amministrazione

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contratto scritto con la Pubblica Amministrazione o nessun pagamento
Una struttura sanitaria privata ha richiesto il pagamento di prestazioni eseguite per conto del Servizio Sanitario Nazionale. L'Azienda Sanitaria si è opposta evidenziando la mancanza di un accordo formale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della struttura privata, confermando che il rapporto con la Pubblica Amministrazione richiede obbligatoriamente un contratto scritto con la Pubblica Amministrazione a pena di nullità. Tale requisito formale è necessario anche durante il regime di accreditamento provvisorio e non può essere sostituito da comportamenti concludenti o accordi verbali. Di conseguenza, senza un documento firmato da entrambe le parti, la struttura privata non ha diritto a ricevere alcun compenso per le prestazioni erogate, e il giudice può rilevare questa mancanza in ogni stato e grado del processo.
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Contratto scritto con la Pubblica Amministrazione: tariffe negate
Due ingegneri hanno chiesto il pagamento di prestazioni professionali svolte per la progettazione di un termovalorizzatore, incaricati da una struttura commissariale. La Città Metropolitana ha contestato il credito per mancanza di un contratto scritto con la Pubblica Amministrazione e di un regolare impegno di spesa. La Corte d'appello ha revocato i decreti ingiuntivi dei professionisti, escludendo anche l'indebito arricchimento. Gli ingegneri hanno fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la particolare complessità e rilevanza delle questioni giuridiche sollevate, ha disposto la riunione dei ricorsi e ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Contratto scritto con la Pubblica Amministrazione o zero compensi
Un professionista ha chiesto il pagamento di oltre 114.000 euro per prestazioni aggiuntive di progettazione stradale eseguite per un ente pubblico. L'ente si è opposto, sostenendo di aver già versato il compenso pattuito nel contratto originario. Il professionista ha affermato di aver ricevuto incarichi verbali integrativi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del professionista, confermando che per i rapporti con gli enti pubblici è indispensabile un contratto scritto con la Pubblica Amministrazione. Senza un atto scritto, firmato da entrambi, gli accordi verbali non hanno alcun valore legale e non danno diritto a compensi extra. Il professionista perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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