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contratto di factoring

Definizione

Un accordo con cui un'impresa cede i propri crediti commerciali a una società specializzata (factor) per ottenere liquidità immediata e la gestione del credito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contratto di factoring e usura: la finanziaria perde la causa
Una società finanziaria ha riaddebitato oltre 330.000 euro sul conto corrente di una cliente poi fallita, sostenendo il mancato incasso dei crediti legati a un contratto di factoring e applicando interessi ritenuti usurari. La Curatela Fallimentare ha agito in giudizio per ottenere la restituzione delle somme. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna della finanziaria a restituire oltre 126.000 euro al fallimento. I giudici hanno chiarito che, per legittimare il riaddebito, la finanziaria deve provare l'effettivo inadempimento dei debitori ceduti. Senza tale prova, il riaddebito è illegittimo. Inoltre, la Corte ha confermato il superamento del tasso soglia usura attraverso la separata comparazione tra il tasso effettivo globale e la commissione di massimo scoperto.
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Contratto di factoring: la banca vince se manca la prova di consegna
Una società fornitrice stipula un contratto di factoring con una banca per cedere i crediti di un cliente. A causa del mancato pagamento, la banca avvia un decreto ingiuntivo, revocato dal giudice per mancanza dei documenti di consegna delle merci (borderò). La banca attiva quindi la clausola contrattuale per la retrocessione del credito, costringendo la società a restituire le somme anticipate. La società fa causa alla banca lamentando una presunta mala gestio e l'invalidità della restituzione, sostenendo di aver inviato i documenti via email. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso della società, confermando che la difesa era contraddittoria e che non vi era prova del reale invio dei documenti necessari. Vince la banca.
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Contratto di factoring: il garante perde se contesta in modo generico
Un garante si oppone al decreto ingiuntivo richiesto da una banca per il recupero di un credito derivante da un contratto di factoring stipulato con una cooperativa. Il garante contesta l'esistenza del debito, lamentando la mancata contabilizzazione di un saldo attivo e la genericità dei registri contabili prodotti dall'istituto di credito. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del garante. I giudici chiariscono che, una volta dimostrata l'esistenza del contratto di factoring, spetta al debitore o al garante contestare in modo specifico i conteggi, non potendosi limitare a contestazioni generiche. Inoltre, la presenza di una doppia decisione conforme nei precedenti gradi di giudizio impedisce il riesame dei fatti in sede di legittimità. Vince la società cessionaria del credito.
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Contratto bancario forma scritta: valido senza firma?
Una società di factoring si è vista negare un credito in una procedura fallimentare perché il contratto era firmato solo dal cliente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12481/2024, ha ribaltato la decisione, affermando che il requisito del contratto bancario forma scritta è soddisfatto quando il documento, firmato dal cliente, viene prodotto in giudizio dalla banca, il cui consenso può essere desunto da comportamenti concludenti. La nullità per difetto di forma, in ogni caso, non preclude la restituzione delle somme erogate.
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