La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione della continuazione tra reati commessi militando in diverse associazioni criminali. Secondo la Corte, il passaggio da un clan a un altro, con un nuovo rito di affiliazione, interrompe l'unicità del disegno criminoso unitario, poiché dimostra l'adesione a un nuovo e distinto programma delinquenziale. La diversa organizzazione, area di influenza e ruolo ricoperto dal soggetto nelle varie associazioni confermano l'autonomia dei sodalizi e la mancanza di un singolo piano criminoso originario.
Continua »