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Contiguità spazio-temporale

Definizione

La vicinanza fisica e di tempo tra la commissione di diversi reati, utilizzata come indizio per dimostrare l'esistenza di un piano unico.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Reato continuato: la Cassazione cancella il no del giudice
Il Condannato ha richiesto al Tribunale di Genova, come giudice dell'esecuzione, l'applicazione della disciplina del reato continuato per diverse condanne definitive relative a furti e omissione di soccorso commessi nell'agosto 2014. Il Tribunale ha rigettato l'istanza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Condannato, rilevando che il giudice dell'esecuzione non ha valutato correttamente gli indicatori del medesimo disegno criminoso, come la vicinanza temporale e l'omogeneità dei reati. La Suprema Corte ha quindi annullato l'ordinanza di rigetto, disponendo il rinvio al Tribunale di Genova per un nuovo esame che dovrà essere condotto da un magistrato diverso, applicando correttamente i principi di diritto in materia di reato continuato.
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Reato continuato e droga: la Cassazione annulla il no del giudice
Il Condannato ha richiesto al giudice dell'esecuzione l'applicazione della disciplina del reato continuato per due condanne relative a reati in materia di stupefacenti commessi a distanza di pochi mesi. Il Tribunale ha rigettato l'istanza, ritenendo che i reati derivassero da una generica propensione a delinquere e valorizzando la diversità delle sostanze (hashish e cocaina). La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Condannato, annullando il provvedimento. I giudici di legittimità hanno rilevato che il Tribunale ha motivato in modo carente e contraddittorio, ignorando indici fondamentali come la contiguità temporale e l'omogeneità dei reati, e supponendo erroneamente la presenza di complici. Il caso viene rinviato a un diverso giudice per un nuovo esame.
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Reato continuato: la Cassazione e il tempo tra i reati
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato per otto diverse sentenze emesse in un arco di dieci anni. Secondo la Corte, il notevole scarto temporale (sette anni tra il primo e l'ultimo reato) e la parziale diversità dei crimini commessi rendono incredibile l'esistenza di un unico disegno criminoso originario, requisito fondamentale per l'applicazione del beneficio.
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