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Contiguità fisica

Definizione

La vicinanza materiale e il contatto diretto lungo una linea di confine comune tra due terreni, necessaria per far scattare il diritto di prelazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Prelazione agraria: il fosso naturale non ferma il riscatto
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di riscatto di un fondo agricolo esercitato da un coltivatore diretto confinante. Gli acquirenti del terreno avevano contestato la qualifica professionale del confinante e l'esistenza di una reale vicinanza tra i terreni, separati da un fosso-canale. I giudici hanno invece accertato, tramite perizia tecnica, che il fosso era un semplice avvallamento naturale parzialmente ostruito e non un canale pubblico, garantendo così il contatto fisico tra le proprietà. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli acquirenti, ribadendo che la valutazione delle prove spetta solo ai giudici di merito. Di conseguenza, l'acquisto originario viene annullato a favore del confinante, che ottiene la proprietà del terreno esercitando la prelazione agraria.
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Riscatto agrario: la Cassazione fissa i limiti dei confini
I proprietari confinanti hanno esercitato il riscatto agrario sull'intero compendio di terreni venduto a un terzo acquirente. Quest'ultimo sosteneva di essere l'affittuario coltivatore diretto del fondo, ma i giudici hanno escluso tale qualifica a causa del suo deficit di ore lavorative, considerando anche l'attività di vinificazione. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'acquirente limitatamente all'estensione del riscatto. La Corte ha stabilito che il riscatto agrario non può estendersi automaticamente a tutti i terreni venduti in blocco se questi non costituiscono un'unica unità poderale e se sono separati da strade o vie poderali che interrompono la contiguità fisica con il fondo dei confinanti. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Aggravante spaccio stupefacenti: la vicinanza basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di droga. La Corte ha confermato che l'aggravante spaccio stupefacenti si applica per la sola vicinanza fisica a luoghi sensibili (es. scuole), senza che sia necessario dimostrare che la cessione fosse rivolta a soggetti specifici, come gli studenti. La decisione si basa sul principio consolidato che rileva la contiguità topografica dello spacciatore, che facilita l'accesso alla droga.
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