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Contestazione supplettiva

Definizione

Modifica o integrazione del capo d'imputazione originale da parte del Pubblico Ministero nel corso del dibattimento, per includere un'aggravante o un reato emerso durante l'istruttoria.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Procedibilità d’ufficio: furto e parte civile
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di non doversi procedere per furto di acqua pubblica. Il tribunale aveva archiviato il caso per mancanza di querela, ma la Suprema Corte ha stabilito che la descrizione dei fatti nell'imputazione era sufficiente a configurare l'aggravante della destinazione a pubblico servizio, garantendo la procedibilità d'ufficio. Inoltre, la costituzione di parte civile della società erogatrice equivaleva a una valida querela.
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Contestazione supplettiva: quando è valida in giudizio
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di primo grado, chiarendo i termini per la contestazione supplettiva. In un caso di furto di energia, un Tribunale aveva respinto una modifica dell'accusa perché effettuata prima dell'apertura formale del dibattimento, dichiarando l'improcedibilità per mancanza di querela. La Cassazione ha stabilito che la contestazione supplettiva è legittima in qualsiasi fase del dibattimento, purché siano garantiti i diritti della difesa. La modifica, introducendo un'aggravante, rendeva il reato procedibile d'ufficio, sanando la questione.
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Contestazione supplettiva: quando è valida in dibattimento
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di non doversi procedere per furto di energia elettrica. Il caso verteva sulla validità di una contestazione supplettiva dell'aggravante della destinazione a pubblico servizio, mossa dal PM prima dell'apertura formale del dibattimento. La Corte ha stabilito che tale contestazione è legittima e rende il reato procedibile d'ufficio, superando la necessità della querela.
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Contestazione supplettiva: quando è valida nel processo
In un caso di furto di energia elettrica, un tribunale aveva dichiarato il non doversi procedere per mancanza di querela, ritenendo inefficace una contestazione supplettiva del PM perché effettuata prima dell'apertura formale del dibattimento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la contestazione supplettiva è legittima anche in quella fase. La Corte ha chiarito che l'aggiunta dell'aggravante della destinazione a pubblico servizio, che rende il reato procedibile d'ufficio, era stata ritualmente effettuata, e il tribunale avrebbe dovuto tenerne conto.
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