Un detenuto, assolto dall'accusa di resistenza a pubblico ufficiale per aver minacciato un medico dopo che questi gli aveva negato un farmaco, vede confermata la sua assoluzione dalla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che per configurare il reato, la minaccia deve essere contemporanea all'atto del pubblico ufficiale e non una semplice protesta successiva. È stata esclusa anche la riqualificazione del fatto come oltraggio per mancanza dei requisiti di legge.
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