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Consenso viziato

Definizione

È un consenso che non è stato espresso liberamente e consapevolmente, perché influenzato da fattori come l'inganno, la minaccia o, come in questo caso, un grave stato di alterazione psicofisica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Consenso Viziato da Alcol: Condannati per Stupro di Gruppo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per violenza sessuale di gruppo e pornografia minorile a carico di due giovani. Il caso ruotava attorno alla validità del consenso delle vittime, due ragazze minorenni in stato di grave intossicazione alcolica. La difesa sosteneva che gli imputati credessero nel consenso delle ragazze. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: il consenso viziato da alcol non è un consenso valido. Se una persona non è in grado di esprimere una volontà libera e cosciente a causa dell'alcol, qualsiasi atto sessuale compiuto su di lei è reato. L'ignoranza della legge da parte degli aggressori è stata giudicata irrilevante.
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Furto in abitazione con inganno: condannato anche se la vittima apre
La Corte di Cassazione conferma la condanna per furto in abitazione con inganno. Un soggetto si era introdotto nell'abitazione della vittima ottenendone il consenso tramite un pretesto. Una volta dentro, si era impossessato di alcuni beni. I giudici hanno chiarito un principio fondamentale: il consenso ottenuto con l'inganno è 'viziato', cioè non valido. Di conseguenza, l'ingresso nell'abitazione è illegittimo e integra la violazione di domicilio, elemento essenziale del reato di furto in abitazione. La Corte distingue nettamente questo caso dalla truffa, dove la vittima consegna spontaneamente i beni a causa del raggiro. Qui, l'inganno è solo il mezzo per entrare, mentre il furto avviene dopo, contro la volontà del proprietario. L'imputato perde il ricorso.
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Furto in abitazione: l’inganno che annulla il consenso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto in abitazione e truffa a carico di un soggetto che, fingendosi manutentore, si era introdotto in una canonica. La difesa sosteneva l'occasionalità del furto, ma i giudici hanno ravvisato un nesso finalistico tra l'ingresso ingannevole e l'impossessamento dei beni. Il consenso della vittima è stato ritenuto viziato dall'uso di una falsa identità professionale, integrando pienamente la fattispecie di furto in abitazione aggravato.
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Consenso viziato: Cassazione su violenza sessuale
La Corte di Cassazione conferma la condanna per violenza sessuale a carico di un imputato che ha abusato dello stato di ubriachezza di una ragazza. La sentenza chiarisce che il consenso viziato dall'alcol è sufficiente per integrare il reato, anche in assenza di violenza fisica. La Corte ha ritenuto irrilevanti le presunte contraddizioni nel comportamento della vittima, considerandole reazioni psicologiche coerenti con l'evento.
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