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consecuzione

Definizione

Rapporto di continuità temporale e logica tra diverse procedure concorsuali, come il passaggio da un concordato preventivo al fallimento.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Prededuzione: crediti nel concordato preventivo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un istituto di credito che invocava la **prededuzione** per un debito derivante da un conto anticipi fatture aperto durante l'esecuzione di un concordato preventivo. Sebbene la giurisprudenza riconosca la prededucibilità ai crediti sorti in funzione della procedura anche dopo l'omologazione, nel caso di specie è stato accertato che il finanziamento non era previsto dal piano concordatario né era strumentale al raggiungimento degli obiettivi di risanamento. Pertanto, il credito è stato correttamente degradato a rango chirografario nel successivo fallimento.
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Data certa: inopponibilità contratti bancari
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia dei pagamenti incassati da un istituto bancario tramite compensazione dopo l'apertura di un concordato preventivo poi sfociato in fallimento. Il punto focale della decisione risiede nella mancanza di data certa dei contratti di sconto e cessione del credito. Tale carenza documentale rende gli accordi inopponibili alla curatela fallimentare, impedendo alla banca di trattenere le somme riscosse dai clienti della società fallita durante la procedura concorsuale.
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Revocatoria fallimentare: guida su termini e prove
La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità del ricorso relativo a una azione di revocatoria fallimentare promossa da una società in amministrazione straordinaria. La decisione chiarisce che il termine di prescrizione quinquennale decorre dall'autorizzazione del programma di liquidazione e non dalla dichiarazione di insolvenza. Inoltre, è stata ribadita la validità della retrodatazione del periodo sospetto in caso di consecuzione tra amministrazione controllata e straordinaria. La prova della conoscenza dello stato di insolvenza è stata legittimamente desunta dall'esistenza di un piano di rientro per debiti pregressi.
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Compenso professionale e validità del forfait
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di una professionista volta a ottenere l'intero compenso professionale pattuito a forfait per l'assistenza in una procedura di concordato preventivo mai giunta a compimento. Il Tribunale aveva riconosciuto solo una minima parte del credito, ritenendo che l'attività svolta fosse parziale e priva di autonomia rispetto a quella legale. La Suprema Corte ha ribadito che il compenso professionale deve essere sempre correlato all'attività effettivamente prestata e che le clausole che prevedono il pagamento integrale a prescindere dal completamento dell'incarico sono nulle se prive di una causa concreta e proporzionata.
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