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Connivenza Passiva

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Provvedimenti

Colpa grave ingiusta detenzione: la condotta passiva
La Cassazione nega la riparazione per ingiusta detenzione a un uomo, sebbene assolto. La sua condotta di passiva connivenza durante le estorsioni dello zio è stata ritenuta 'colpa grave', avendo contribuito a creare l'apparenza di reato che ha causato la sua carcerazione.
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Concorso spaccio droga: connivenza o complicità?
Un soggetto, condannato per il trasporto di un ingente quantitativo di cocaina, ha presentato ricorso sostenendo di essere stato solo un passeggero ignaro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna per concorso spaccio droga. Secondo la Corte, la versione dell'imputato era illogica e la sua partecipazione è stata un contributo causale e consapevole al reato, escludendo la mera connivenza passiva.
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Connivenza passiva: no a risarcimento ingiusta detenzione
La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento per ingiusta detenzione a un individuo assolto dall'accusa di spaccio. La decisione si fonda sul principio che la sua connivenza passiva con l'attività illecita della convivente, svolta nell'abitazione comune, costituisce una colpa grave che osta al riconoscimento dell'indennizzo, data l'evidenza schiacciante dei fatti.
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Ingiusta Detenzione: quando la colpa grave la esclude
La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento per ingiusta detenzione a un uomo, sebbene assolto, a causa della sua colpa grave. La sua condotta di 'connivenza passiva' durante un'aggressione commessa da un conoscente – consistita nell'accompagnare l'aggressore, non intervenire e allontanarsi con lui – è stata ritenuta sufficiente a ingenerare un errore nelle autorità, giustificando così il diniego della riparazione.
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Riparazione ingiusta detenzione: quando non spetta?
Un individuo, assolto dall'accusa di tentata rapina e lesioni, si è visto negare la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo che la sua condotta di 'connivenza passiva' e di supporto al gruppo criminale, prima e dopo l'aggressione, costituisse una colpa grave tale da aver indotto in errore l'autorità giudiziaria, giustificando così il diniego del risarcimento.
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