Un utente contesta una fattura dell'acqua relativa a un conguaglio retroattivo servizio idrico per consumi risalenti a diversi anni prima. La Corte di Cassazione stabilisce un principio importante: il conguaglio è legittimo in astratto, perché la tariffa deve coprire integralmente i costi del servizio. Tuttavia, non è una carta bianca per il gestore. L'azienda non può addebitare all'utente i costi derivanti da propri errori di gestione o inefficienze passate. La richiesta è valida solo se legata a costi specifici, giustificati e non altrimenti recuperabili all'epoca. La Corte ha quindi rinviato il caso al Tribunale per verificare nel concreto la natura di questi costi, dando ragione all'azienda sul principio ma ponendo paletti molto rigidi a tutela dell'utente.
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