La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di divisione di un'eredità, se un coerede riceve beni di valore superiore alla sua quota e versa agli altri un conguaglio in denaro, la tassazione cambia a seconda dell'importo. Se il conguaglio supera il 5% del valore della quota di diritto dell'erede, la parte eccedente viene considerata a tutti gli effetti una compravendita e tassata con l'aliquota più alta (9%). La Corte ha rigettato il ricorso dei contribuenti, confermando che questa regola fiscale è una presunzione assoluta e non viola i principi costituzionali. La decisione finale ha quindi dato ragione all'Agenzia delle Entrate, stabilendo un principio chiaro sulla tassazione del conguaglio divisione ereditaria.
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