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Condanna ad un facere

Definizione

Un ordine del giudice che impone a una parte di compiere una specifica azione materiale (es. costruire un'opera) per ripristinare una situazione di legalità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Versamento contributi previdenziali nullo senza INPS in causa
Una lavoratrice ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro per ottenere il ricalcolo e il versamento contributi previdenziali a favore del Fondo di solidarietà di categoria gestito dall'ente previdenziale. I giudici di merito hanno accolto la domanda, condannando l'azienda a pagare le differenze contributive. Tuttavia, il processo si è svolto senza la presenza dell'ente previdenziale pubblico. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che la presenza dell'ente costituisce un presupposto indispensabile e obbligatorio nella causa. Senza la partecipazione dell'ente previdenziale, la sentenza di condanna è del tutto inefficace e nulla. I Supremi Giudici hanno quindi annullato la decisione e rinviato la causa al primo grado per ricominciare l'intero iter.
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Immissioni rumorose: condanna della P.A. a un facere
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente gestore stradale, confermando la sua condanna a installare barriere antirumore per proteggere i residenti da intollerabili immissioni rumorose. La Corte ha stabilito che il giudice ordinario può emettere una condanna ad un "facere" (un obbligo di fare) nei confronti della Pubblica Amministrazione quando questa, nella gestione dei suoi beni, viola il principio del "neminem laedere" e lede i diritti dei cittadini, senza che ciò costituisca un'indebita ingerenza nelle scelte amministrative. La presenza di un piano nazionale di lungo termine non è stata ritenuta una giustificazione sufficiente per procrastinare l'intervento.
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Giurisdizione giudice ordinario: il caso P.A. e danni
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha risolto un conflitto di giurisdizione tra giudice ordinario e amministrativo. La Corte ha stabilito la giurisdizione del giudice ordinario in un caso in cui alcuni cittadini chiedevano a un'amministrazione pubblica di eseguire lavori di consolidamento su un loro terreno, lasciato in stato di dissesto dopo l'esecuzione di opere pubbliche. La decisione si fonda sul principio che l'omissione della P.A. nel ripristinare il fondo costituisce un comportamento materiale che lede un diritto soggettivo, rientrando nella tutela generale contro i danni ingiusti (neminem laedere) e non nell'esercizio di poteri autoritativi.
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