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Concorso Nel Trasporto Di Stupefacenti

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Concorso nel trasporto di stupefacenti: condanna per la scorta
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due soggetti accusati di concorso nel trasporto di stupefacenti. La prima, sorpresa alla guida di un'auto contenente circa due chili di cocaina, e il secondo, che la seguiva a distanza con un'altra vettura fungendo da scorta logistica. I giudici hanno ritenuto inammissibili i ricorsi dei condannati, confermando il diniego delle circostanze attenuanti generiche. La Suprema Corte ha chiarito che il ruolo di scorta configura a tutti gli effetti una partecipazione attiva al reato e che la gravità del fatto, legata all'ingente quantitativo di droga, impedisce la concessione di sconti di pena. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Passeggero con 12kg di droga: sì al concorso nel trasporto
Un passeggero, trovato in un'auto con oltre 12 kg di hashish, sostiene di essere all'oscuro di tutto e di aver solo accettato un passaggio per andare a giocare a bowling. La Corte di Cassazione ha respinto la sua difesa. Secondo i giudici, l'enorme quantità di droga, il forte odore e l'inverosimiglianza della scusa sono elementi sufficienti per dimostrare il suo consapevole coinvolgimento. La sentenza stabilisce un chiaro principio sul concorso nel trasporto di stupefacenti: non basta essere presenti, ma un insieme di indizi gravi, precisi e concordanti può provare la partecipazione attiva al reato, escludendo la semplice connivenza non punibile. L'indagato perde il ricorso.
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Concorso nel trasporto di stupefacenti: la staffetta
La Corte di Cassazione conferma la condanna per due individui accusati di concorso nel trasporto di stupefacenti. Essi agivano come veicolo di scorta ('staffetta') per un'altra auto che trasportava un ingente carico di cocaina. La Corte ha stabilito che il viaggio coordinato e il ruolo di avanguardia costituivano prove indiziarie sufficienti per la condanna, respingendo le tesi difensive basate sulla mancanza di prove dirette e sulla mera presenza passiva di uno degli imputati. Sono state negate anche le circostanze attenuanti a causa della gravità del reato e dei precedenti penali.
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