La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10113/2023, ha confermato una condanna per acquisto di stupefacenti basata principalmente sulle dichiarazioni dei coimputati. La Corte ha chiarito i criteri per la validità probatoria di tali dichiarazioni, anche se non formalmente verbalizzate, e ha distinto il concorso attivo nel reato dalla mera connivenza passiva. È stato inoltre ribadito che un ingente corrispettivo economico può escludere la qualificazione del fatto come di lieve entità.
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