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Concordato in continuità aziendale

Definizione

Una procedura di risoluzione della crisi d'impresa che permette all'azienda di continuare la propria attività mentre ristruttura i debiti secondo un piano approvato dal tribunale e dai creditori.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Concordato in continuità aziendale: quando la liquidazione non è frode
Una società ha presentato domanda di concordato preventivo in continuità aziendale. Il Tribunale ha dichiarato il fallimento, qualificando il concordato come liquidatorio e rilevando presunti atti in frode ai creditori. La Corte d'Appello ha accolto il reclamo della società, revocando il fallimento e riqualificando il concordato come in continuità aziendale. La Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che la presenza di liquidazione di beni non funzionali non snatura il concordato in continuità aziendale e che gli atti contestati non costituivano atti in frode, essendo stati adeguatamente esposti. La società ha quindi evitato il fallimento.
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Concordato in continuità aziendale: il caso dell’oro sparito
Un'azienda in liquidazione ha affittato il proprio ramo d'azienda a una società terza e ha successivamente proposto un concordato in continuità aziendale, offrendo ai creditori chirografari solo il 3,73%. Una banca creditrice si è opposta, denunciando gravi anomalie patrimoniali, tra cui un enorme ammanco di oro per oltre 16 milioni di euro e l'azzeramento di crediti per 8 milioni. La Corte d'Appello ha omologato il concordato, ritenendo legittimo l'affitto preventivo e non fraudolente le condotte. La Cassazione, pur confermando la compatibilità dell'affitto d'azienda con il concordato in continuità aziendale, ha accolto il ricorso della banca. I giudici di legittimità hanno ritenuto superficiale l'analisi della Corte d'Appello sugli atti di frode, rinviando la causa per un nuovo e approfondito esame delle condotte omissive e decettive della debitrice.
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Piano concordatario inidoneo: l’analisi del Tribunale
Una società in crisi ha presentato una proposta di concordato in continuità aziendale basata sull'affitto e successiva cessione di un ramo d'azienda. Il Tribunale di Torino, tuttavia, ha ritenuto il piano concordatario inidoneo, evidenziando una manifesta incapacità dell'azienda offerente di generare i flussi di cassa necessari per soddisfare i creditori, oltre a garanzie parziali e incerte. Nonostante le criticità, il Tribunale ha concesso alla società debitrice un termine di 15 giorni per integrare e modificare il piano, in applicazione dell'art. 47 del Codice della Crisi.
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