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Computo dei termini

Definizione

Calcolo formale del tempo e delle scadenze secondo le regole del calendario civile per stabilire diritti e doveri.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Pensione di anzianità in deroga: il calcolo a giorni
Un lavoratore ha richiesto all'ente previdenziale l'accesso alla pensione di anzianità in deroga riservata a chi conclude la mobilità. Il richiedente ha compiuto l'età anagrafica richiesta il 18 agosto 2010, mentre l'indennità di mobilità si era conclusa l'8 agosto 2010. Il lavoratore sosteneva che il calcolo del diritto dovesse avvenire per mesi interi, considerando valido l'intero mese di agosto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che i termini previdenziali si computano a giorni effettivi e non a mesi. Il compimento del requisito anagrafico dieci giorni dopo la fine della mobilità esclude definitivamente il diritto al beneficio pensionistico agevolato.
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Guida in stato di ebbrezza: dalla condanna alla prescrizione
Un automobilista subisce una condanna in primo grado per il reato di guida in stato di ebbrezza commesso nel 2016. La Corte di Appello dichiara inammissibile la sua impugnazione ritenendola tardiva. L'imputato presenta ricorso per Cassazione, contestando l'errato calcolo dei termini di deposito dell'atto. La Suprema Corte accoglie la validità procedurale del ricorso, superando l'errore del giudice di secondo grado. Poiché nel frattempo è decorso il termine massimo di cinque anni dal fatto contestato, i giudici rilevano d'ufficio l'estinzione dell'illecito penale. La sentenza impugnata viene annullata senza rinvio per intervenuta prescrizione, cancellando definitivamente la condanna.
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Computo dei termini processuali: la Cassazione salva l’appello
L'Imputato, condannato in primo grado per usura, ha presentato appello contro la sentenza. La Corte d'Appello ha dichiarato il ricorso inammissibile perché ritenuto tardivo. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo l'errato calcolo della scadenza. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, chiarendo le regole sul computo dei termini processuali. Poiché il termine di novanta giorni per il deposito della sentenza di primo grado scadeva di domenica, la scadenza si è spostata al lunedì successivo. Di conseguenza, anche il termine per presentare l'appello è slittato di un giorno, rendendo l'impugnazione tempestiva. La Cassazione ha quindi annullato l'ordinanza di inammissibilità, ordinando la trasmissione degli atti alla Corte d'Appello per il giudizio di merito.
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