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Computazione Civile

Definizione

Il sistema di calcolo del tempo in base al quale non si conta il giorno iniziale ma si conta quello finale, e la scadenza avviene allo spirare del giorno corrispondente a quello del mese iniziale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sospensione feriale dei termini esclusa nei debiti INPS
Un socio d'azienda ha impugnato un'intimazione di pagamento per contributi previdenziali richiesti dall'ente previdenziale a seguito di accertamenti fiscali. Dopo il rigetto nei gradi di merito per tardività dell'opposizione originaria agli avvisi di addebito, il contribuente ha presentato ricorso in Cassazione oltre il termine di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza d'appello. Il ricorrente ha invocato la sospensione feriale dei termini del mese di agosto per salvare la tempestività dell'atto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Nelle cause previdenziali vige una deroga espressa che esclude la pausa estiva, rendendo perentorio il rispetto dei sei mesi solari. Avendo rifiutato una proposta accelerata di definizione, il contribuente ha subito anche una condanna per lite temeraria.
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Computo dei termini processuali: un giorno di ritardo costa caro
Il Giudice di Pace di Torino prorogava il trattenimento di un cittadino straniero presso il Centro di Permanenza per i Rimpatri. Il difensore del cittadino riceveva la comunicazione del provvedimento via PEC il 12 novembre 2021. Successivamente, il difensore proponeva ricorso in Cassazione, notificandolo il 13 maggio 2022. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché tardivo. I giudici hanno chiarito che il computo dei termini processuali mensili o annuali segue il calendario comune (metodo ex nominatione dierum). Di conseguenza, il termine semestrale scadeva il 12 maggio 2022, rendendo la notifica del giorno successivo fuori tempo massimo.
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Sfratto per morosità: Cassazione respinge il ricorso tardivo
Una società conduttrice ha impugnato direttamente in Cassazione l'ordinanza del Tribunale che aveva convalidato lo sfratto per morosità intimato dalla locatrice. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per due motivi principali. In primo luogo, il ricorso è stato notificato in ritardo, oltre il termine di sei mesi calcolato secondo il criterio civile da giorno a giorno (ex nominatione dierum). In secondo luogo, i giudici hanno chiarito che l'ordinanza di convalida dello sfratto emessa fuori dai presupposti di legge non può essere impugnata direttamente in Cassazione, ma deve essere contestata tramite appello, poiché assume il valore sostanziale di una sentenza. La società conduttrice perde la causa e viene condannata al pagamento delle spese processuali.
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Termini di impugnazione: il Fisco perde per un solo giorno
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva le agevolazioni fiscali a una Cooperativa Sociale. Tuttavia, il ricorso è stato notificato il 2 settembre 2016, oltre la scadenza del 1° settembre 2016, calcolata considerando la sospensione feriale estiva. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per il mancato rispetto dei termini di impugnazione. La dicitura "UNEP chiuso" sull'atto non è stata ritenuta sufficiente a giustificare il ritardo, mancando una formale richiesta di rimessione in termini. L'Amministrazione finanziaria è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio.
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Termine per il ricorso in Cassazione: il Fisco ritarda e perde
L'Ente Fiscale ha impugnato la decisione che riconosceva le agevolazioni tributarie a una Cooperativa. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per il mancato rispetto del Termine per il ricorso in Cassazione. La sentenza d'appello era stata pubblicata il primo febbraio 2016, fissando la scadenza, comprensiva della sospensione feriale estiva di trentuno giorni, al primo settembre 2016. L'Ente Fiscale ha avviato la notifica il due settembre 2016, ossia con un giorno di ritardo. La dicitura UNEP chiuso sull'atto non è stata ritenuta una prova valida per giustificare il ritardo, né l'ente ha richiesto la rimessione in termini. Di conseguenza, la Cooperativa ha vinto definitivamente la causa e l'Ente Fiscale è stato condannato a pagare le spese di giudizio.
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