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Compenso Dell'Amministratore Di Condominio

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Compenso dell’amministratore di condominio: negato per conti caos
Un ex amministratore ha richiesto il pagamento di oltre ventiduemila euro per la sua attività di gestione pluriennale. Il condominio si è opposto contestando la mancata convocazione delle assemblee annuali e una gestione contabile del tutto confusa. La Corte d'Appello ha revocato il decreto ingiuntivo e la Corte di Cassazione ha confermato tale decisione. I giudici hanno stabilito che la tenuta disordinata dei registri e l'omessa presentazione dei bilanci annuali costituiscono un grave inadempimento dei doveri d'ufficio. Di conseguenza, viene escluso il diritto al compenso dell'amministratore di condominio, poiché la trasparenza contabile rappresenta un obbligo primario e inderogabile della gestione.
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Compenso dell’amministratore di condominio: stop senza bilancio
Gli eredi di un'amministratrice di condominio hanno chiesto il pagamento delle competenze professionali per la gestione di due annualità. Il Condominio si è opposto, evidenziando che l'assemblea non aveva mai approvato i rendiconti a causa di gravi irregolarità contabili accertate in un altro giudizio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso degli eredi. I giudici hanno stabilito che il compenso dell'amministratore di condominio non è esigibile senza la regolare approvazione del rendiconto da parte dell'assemblea dei condomini. Il rapporto di amministrazione è infatti assimilabile a un mandato oneroso, in cui il diritto al compenso sorge solo dopo che il mandante ha verificato e approvato l'operato del professionista attraverso il bilancio consuntivo.
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Compenso dell’amministratore di condominio: bilancio non basta
Un professionista nominato dal Tribunale richiede il pagamento per l'attività svolta, ma i residenti si oppongono, sostenendo che il compenso dell'amministratore di condominio fosse già stato fissato implicitamente dal bilancio preventivo. La Corte d'Appello dà torto al professionista, interpretando il suo silenzio come accettazione della cifra indicata a bilancio. La Cassazione ribalta la decisione. L'approvazione del preventivo di spesa non equivale a una proposta contrattuale e il mero silenzio non significa accettazione. In assenza di un accordo esplicito, il compenso dell'amministratore di condominio nominato dal giudice deve essere stabilito secondo le tariffe professionali, gli usi o dal giudice stesso. La sentenza viene annullata con rinvio.
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