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Coercizione Indiretta

Definizione

Misura che impone il pagamento di una somma di denaro per ogni giorno di ritardo nell'eseguire un provvedimento del giudice.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Risoluzione del contratto di locazione: vietato non pagare
Un imprenditore occupava un'area portuale con un macchinario in forza di un contratto di locazione, ma smetteva di pagare il canone mensile di 600 euro. Il gestore dell'area avviava una causa chiedendo la risoluzione del contratto di locazione per grave inadempimento e lo sfratto. Il Tribunale accoglieva la domanda, ordinando il rilascio dell'area e disponendo una penale di 50 euro per ogni giorno di ritardo. La Corte d'Appello confermava la decisione. L'inquilino ricorreva in Cassazione, lamentando tra l'altro l'eccessività della penale e la mancata fatturazione dei canoni come scusa per il mancato pagamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la mancata fatturazione non giustifica il mancato pagamento e che la penale giornaliera è legittima. L'inquilino perde definitivamente la causa.
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Reciproca soccombenza: la banca paga le spese se adempie in ritardo
Un correntista richiede alla propria banca la consegna degli estratti conto e l'applicazione di una penale per il ritardo. La banca consegna i documenti richiesti solo dopo l'avvio della causa. Il giudice di merito dichiara cessata la materia del contendere per i documenti, rigetta la penale e compensa le spese di lite per reciproca soccombenza. La Cassazione ribalta la decisione. La richiesta di penale è solo accessoria alla domanda principale di consegna. L'adempimento tardivo della banca assorbe la domanda di penale, rendendola superflua. Non esiste quindi alcuna reciproca soccombenza: la banca ha adempiuto in ritardo ed è l'unica parte soccombente. La banca deve pagare tutte le spese legali dei tre gradi di giudizio.
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Vicino non fa i lavori? La Cassazione: il giudice deve fissare la penale
Dei proprietari citano in giudizio un vicino a causa di infiltrazioni d'acqua. Ottengono una condanna che obbliga il vicino a eseguire specifici lavori per eliminare il problema. I proprietari avevano chiesto anche l'applicazione della cosiddetta coercizione indiretta, cioè una penale giornaliera in caso di ritardo nell'esecuzione dei lavori. La Corte d'Appello, pur condannando il vicino a eseguire le opere, ignora completamente la richiesta di penale. La Corte di Cassazione interviene e stabilisce un principio fondamentale: quando una parte chiede l'applicazione della penale per il ritardo, il giudice ha il dovere di pronunciarsi su quella richiesta. L'omissione costituisce un errore che invalida la sentenza su quel punto.
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