Definizione
Uno dei due o più avvocati che assistono congiuntamente lo stesso imputato in un procedimento penale.
Orientamento della Cassazione
Su LexCED 34 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 45% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Esito del ricorso
- Accolto, anche in parte 39%
- Rigettato 10%
- Inammissibile 45%
- Altro 6%
Provvedimenti per anno
2022
2023
2024
2025
2026
Sezioni
- Penale Sez. 745%
- Penale Sez. 535%
- Penale Sez. 320%
Precedenti più richiamati
- Cass. 49717/2023in 3 provvedimenti
- Cass. 55800/2018in 3 provvedimenti
- Cass. S.U. 39060/2009in 3 provvedimenti
- Cass. S.U. 22242/2011in 4 provvedimenti
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
Tre imputati concordano la rideterminazione della pena davanti alla Corte di appello rinunciando contestualmente agli altri motivi di gravame. Dopo la sentenza, tutti e tre propongono ricorso per cassazione contestando l'affermazione di responsabilità penale, il diniego delle attenuanti generiche e la misura della sanzione. Uno dei ricorrenti eccepisce inoltre l'omessa notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza a uno dei suoi due difensori di fiducia. La Corte di Cassazione dichiara inammissibili tutti i ricorsi. I giudici stabiliscono che l'omessa citazione del secondo difensore costituisce una nullità intermedia, sanata se non dedotta prima della deliberazione della sentenza d'appello. Inoltre, l'accesso al concordato in appello comporta la rinuncia definitiva ai motivi di merito, precludendo qualsiasi successiva impugnazione di legittimità su tali aspetti.
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Un Lavoratore è stato condannato per aver causato un sinistro stradale con lesioni, omettendo di fermarsi e prestare soccorso. La sua difesa ha presentato ricorso, lamentando la **nullità notifica difensore**: il decreto di citazione in appello non era stato notificato a uno dei due avvocati. La Corte di Cassazione ha accolto questo rilievo. Ha annullato la sentenza di condanna e ha rinviato il caso a una diversa sezione della Corte d'Appello di Milano per un nuovo giudizio. Questo significa che il processo dovrà essere rifatto a causa del vizio procedurale.
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Un imputato, condannato per furti, aveva due difensori. La Corte d'Appello non ha notificato il decreto di citazione a uno dei due avvocati. L'altro difensore ha segnalato la nullità notifica difensore. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello. Ha stabilito che la mancata notifica a un codifensore costituisce una nullità a regime intermedio. Questa nullità è stata correttamente eccepita. Il caso tornerà a una diversa sezione della Corte d'Appello per un nuovo giudizio. L'imputato ha ottenuto un nuovo esame del suo caso.
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La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una persona condannata per frode assicurativa. L'imputata aveva tentato di contestare la sentenza di condanna, ma i suoi motivi di ricorso sono stati ritenuti non specifici e ripetitivi rispetto a quanto già esaminato nei gradi precedenti. La Cassazione ha confermato la responsabilità dell'imputata, che non aveva denunciato lo smarrimento di documenti e aveva tentato di ottenere un risarcimento per un sinistro su un contratto di cui negava la sottoscrizione. La condanna per frode assicurativa è stata quindi mantenuta.
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La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de L'Imputato, condannato per i reati di rapina e sequestro di persona. La difesa lamentava l'omessa notifica di alcuni avvisi a uno dei due legali nominati e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. I giudici supremi hanno chiarito che l'omessa notifica integra una nullità a regime intermedio sanata se il codifensore presente non la eccepisce tempestivamente. Inoltre, la Corte ha confermato il diniego delle circostanze attenuanti generiche per via della gravità della violenza esercitata sulla vittima. Il giudice di merito non deve valutare ogni singolo elemento favorevole se un fattore ostativo primario risulta decisivo. L'Imputato perde il ricorso e subisce la condanna alle spese e al pagamento di tremila euro alla cassa delle ammende.
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Una persona condannata per guida in stato di ebbrezza ha impugnato la sentenza d'appello eccependo l'omessa notifica al difensore. L'imputata aveva ritualmente nominato due avvocati di fiducia per il secondo grado di giudizio, ma il tribunale ha notificato l'atto di fissazione dell'udienza a uno solo di essi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la mancata convocazione del secondo legale lede il diritto di difesa e integra una nullità processuale a regime intermedio. Poiché l'altro difensore ha sollevato tempestivamente l'eccezione nelle proprie conclusioni scritte, i giudici di legittimità hanno annullato la sentenza impugnata e disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'appello per celebrare nuovamente il processo.
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Il Ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la violazione del diritto di difesa del codifensore, la ricostruzione dei fatti e il diniego delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Riguardo alla difesa, il verbale d'udienza smentisce la tesi difensiva. Sulla ricostruzione dei fatti, la Cassazione non può rivalutare le prove. Infine, sul diniego delle attenuanti generiche, i giudici hanno stabilito che è sufficiente che il giudice di merito indichi gli elementi decisivi che giustificano la scelta, senza dover confutare ogni singola tesi difensiva. Il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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L'Imputato ha concordato la pena in secondo grado con il Procuratore Generale tramite lo strumento del concordato in appello. Successivamente, il suo difensore ha proposto ricorso in Cassazione lamentando vizi procedurali, tra cui la mancata notifica dell'udienza al codifensore. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la sentenza emessa a seguito di concordato in appello può essere impugnata solo per vizi legati alla formazione della volontà delle parti, al consenso del pubblico ministero o all'illegalità della pena. Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di quattromila euro alla Cassa delle Ammende.
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Il difensore di una cittadina ha richiesto la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. Nell'intestazione del provvedimento era stato omesso il nome di uno dei due avvocati che assistevano la donna nella causa contro l'ente previdenziale. La Suprema Corte, verificati gli atti, ha accolto il ricorso e ha disposto l'integrazione del nome del professionista mancante nell'atto originale. I giudici hanno inoltre ribadito che in questo tipo di procedimento non è prevista alcuna decisione sulle spese di giudizio.
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Un'indagata per rapina, detenuta in carcere, nomina un secondo avvocato di fiducia tramite dichiarazione al direttore del penitenziario. Il Tribunale del Riesame omette la notifica dell'avviso di udienza a questo secondo legale, ritenendo che la nomina non fosse ancora inserita nel fascicolo. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'indagata, stabilendo che la nomina in carcere ha efficacia immediata. Di conseguenza, l'omessa notifica al difensore di fiducia determina una nullità del procedimento. I giudici annullano l'ordinanza impugnata e rinviano il caso al Tribunale di Brescia per un nuovo giudizio.
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Il Magistrato di sorveglianza revocava la misura della detenzione domiciliare sostitutiva applicata a un condannato, a causa di alcune violazioni delle prescrizioni. Il condannato proponeva ricorso in Cassazione, lamentando, tra i vari motivi, la mancata notifica dell'avviso di udienza a uno dei suoi due difensori di fiducia. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'omesso avviso a uno dei difensori di fiducia nel procedimento camerale determina una nullità a regime intermedio. Poiché tale vizio era stato tempestivamente eccepito in udienza dall'altro difensore presente, l'ordinanza di revoca è stata annullata. La Suprema Corte ha quindi disposto il rinvio al Tribunale di sorveglianza per un nuovo esame, ordinando la corretta instaurazione del contraddittorio. Di conseguenza, la revoca della detenzione domiciliare è stata annullata in attesa di un nuovo giudizio.
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La Corte di Cassazione affronta il caso di un indagato che aveva nominato due avvocati, ma solo uno era stato convocato per l'udienza di convalida del fermo. La Corte stabilisce che l'omesso avviso al codifensore costituisce una nullità procedurale che invalida la convalida del fermo. Tuttavia, questo vizio non annulla automaticamente l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, che è un atto distinto. L'ordinanza resta valida, ma a condizione che si proceda tempestivamente a un nuovo interrogatorio dell'indagato nel pieno rispetto del diritto di difesa. La Corte, quindi, annulla l'ordinanza di convalida del fermo ma non le conseguenze cautelari.
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La Corte di Cassazione ha annullato un decreto che applicava la sorveglianza speciale a una persona, a causa di un grave vizio procedurale. Nonostante l'interessato avesse nominato due avvocati, la Corte d'Appello aveva omesso di notificare la data dell'udienza a uno dei due. Secondo i giudici supremi, l'omessa notifica al difensore non è una semplice irregolarità, ma una violazione del diritto di difesa che determina la nullità del provvedimento. La presenza di un solo avvocato non sana il difetto. Di conseguenza, il procedimento dovrà essere celebrato nuovamente, garantendo la corretta comunicazione a entrambi i legali.
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La Cassazione ha stabilito che non sussiste il legittimo impedimento del difensore quando l'imputato è assistito da due avvocati e solo uno di essi ha un concomitante impegno professionale. Per ottenere un rinvio, il legale impedito deve dimostrare in modo specifico perché la sua presenza sia assolutamente necessaria e non sostituibile dal collega. Un generico riferimento a una procura speciale non è sufficiente. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, condannandolo al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, poiché la richiesta di rinvio è stata ritenuta priva di fondamento.
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La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della custodia in carcere per un indagato accusato di detenzione di ingenti quantitativi di stupefacenti. Il ricorso, basato sulla presunta mancata notifica al codifensore e sulla contestazione delle esigenze cautelari, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha chiarito che la nomina del difensore deve essere certa e documentata. Inoltre, ha ribadito che il pericolo di reiterazione del reato è concreto e attuale quando desunto dal possesso di oltre mezzo chilo di cocaina e dai numerosi precedenti penali del soggetto, che denotano una spiccata pericolosità sociale.
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La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato che lamentava l'omessa notifica del decreto di citazione in appello a uno dei suoi due difensori di fiducia. La Suprema Corte ha stabilito che tale omissione configura una nullità a regime intermedio. Poiché il vizio non è stato eccepito dal difensore regolarmente avvisato prima della deliberazione della sentenza di secondo grado, si è verificata la sanatoria. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, confermando che la difesa è un soggetto unitario e l'onere di contestazione non può essere differito alla fase di legittimità.
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Un avvocato ha citato in giudizio un cliente per ottenere il pagamento del suo compenso. L'incarico era stato affidato congiuntamente anche a un altro legale. I giudici di merito hanno riconosciuto all'avvocato solo il 50% della parcella, sostenendo che il compenso dovesse essere diviso tra i due professionisti. La questione è arrivata in Cassazione per stabilire la regola sul compenso avvocato mandato congiunto: ogni legale ha diritto all'intera somma o la parcella è unica? La Corte ha per ora sospeso la decisione per un problema procedurale, ovvero il decesso del difensore del cliente, rinviando la causa per consentirgli di nominare un nuovo legale.
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La Corte di Cassazione chiarisce le rigide condizioni per il rinvio di un'udienza a causa del legittimo impedimento del difensore. Un avvocato aveva chiesto di posticipare un processo per diffamazione, adducendo un altro impegno professionale per lo stesso cliente. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che la richiesta era generica. Per ottenere il rinvio, il difensore deve dimostrare in modo specifico e tempestivo l'assoluta impossibilità di partecipare o di essere sostituito, l'importanza dell'altro impegno e l'assenza di un co-difensore. Una semplice comunicazione di concomitanza di impegni non è sufficiente a integrare un legittimo impedimento, rendendo la richiesta inammissibile.
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La Corte di Cassazione ha accolto un'istanza di correzione errore materiale relativa a una propria ordinanza. L'errore consisteva nell'aver indicato un avvocato come codifensore, mentre il suo ruolo, come provato dalla procura, era unicamente quello di domiciliatario. La Corte ha quindi rettificato l'intestazione del provvedimento per rispecchiare correttamente i ruoli legali, ribadendo l'importanza della precisione formale negli atti giudiziari.
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Un imprenditore, condannato per bancarotta semplice, ricorre in Cassazione lamentando la violazione del proprio diritto di difesa. Sosteneva che la sentenza d'appello fosse nulla perché pronunciata dopo il decesso di uno dei suoi due legali. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la notifica effettuata al secondo difensore, ancora in carica, è pienamente valida e sufficiente a garantire il diritto di difesa, non sussistendo alcuna nullità.
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