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Coartare la volontà

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Estorsione consumata anche con un acconto: condanna definitiva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per estorsione di un individuo che, tramite minacce, aveva costretto la sua vittima a consegnargli una parte della somma di denaro richiesta. L'imputato sosteneva che il reato fosse solo 'tentato', non avendo ricevuto l'intera cifra. La Corte ha respinto questa tesi, dichiarando il ricorso inammissibile. È stato stabilito un principio fondamentale: la consumazione del reato di estorsione avviene nel momento stesso in cui si ottiene un qualsiasi ingiusto profitto, anche se parziale. La condanna è quindi diventata definitiva.
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Minaccia di pubblicare foto intime: non è ricatto, è estorsione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tentata estorsione a carico di una persona che aveva formulato una minaccia di pubblicare foto intime della vittima. Le minacce, inviate tramite WhatsApp, erano finalizzate a costringere la vittima a sottostare alla sua volontà. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché generico. La Corte ha ritenuto le minacce pienamente idonee a integrare il reato, sottolineando che alcune di esse erano state percepite direttamente dai Carabinieri mentre la persona offesa si trovava in caserma per denunciare i fatti. L'imputata è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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