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Coacervo delle donazioni

Definizione

Principio fiscale per cui, al fine di calcolare le imposte e le franchigie su una nuova donazione, si deve tener conto del valore di tutte le donazioni precedenti tra le stesse persone.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Coacervo delle donazioni: il Fisco perde in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha ridotto la franchigia esentasse di un'erede, sommando al valore dell'eredità una donazione ricevuta in vita anni prima. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'erede, stabilendo che il coacervo delle donazioni non si applica per ridurre la franchigia dell'imposta di successione. Questo meccanismo, nato per calcolare le vecchie aliquote progressive, è incompatibile con l'attuale sistema a tassazione fissa ed è quindi da considerarsi implicitamente abrogato. L'erede vince la causa e non deve subire la riduzione della franchigia.
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Coacervo delle donazioni: il fisco perde la sfida con gli eredi
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto a tre eredi e a una legataria il pagamento dell'imposta di successione, calcolando la franchigia esente anche sulle donazioni fatte in vita dal defunto. I contribuenti hanno contestato questo calcolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, stabilendo che il coacervo delle donazioni è un istituto implicitamente abrogato. Questo meccanismo serviva solo a determinare l'aliquota progressiva, ormai sostituita da aliquote fisse basate sul grado di parentela. Di conseguenza, le donazioni passate non possono essere sommate per ridurre la franchigia esente dall'imposta di successione. L'Agenzia delle Entrate perde la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Esenzione donazione quote: nipote vince contro il Fisco
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione imposta donazione quote sociali si applica anche quando il beneficiario è un nipote, poiché rientra nel concetto di 'discendente'. Un donante aveva trasferito alla nipote una quota di controllo di un'azienda italiana. L'Agenzia delle Entrate aveva negato l'agevolazione, ma la Corte ha dato ragione alla contribuente. La donazione garantiva il controllo societario e la nipote si era impegnata a mantenerlo per cinque anni. La Corte ha anche chiarito che l'onere di sostenere economicamente un terzo è una seconda donazione e che l'omessa dichiarazione di donazioni precedenti, se non causa danno all'erario, è una violazione formale non sanzionabile. La contribuente ha quindi vinto la causa, ottenendo l'esenzione fiscale.
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Coacervo donazioni: donazione esente non riduce la franchigia
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul coacervo delle donazioni. Il caso riguardava un padre che aveva fatto una donazione alla figlia nel 2005, periodo in cui l'imposta sulle donazioni era abolita. Dopo la reintroduzione dell'imposta, nel 2007, il padre effettuava una nuova donazione. L'Agenzia delle Entrate pretendeva di sommare il valore della prima donazione (quella esente) per ridurre la franchigia disponibile per la seconda. La Corte ha dato ragione ai contribuenti: una donazione effettuata in un periodo di esenzione totale è fiscalmente irrilevante. Pertanto, non può essere cumulata con le successive per calcolare la franchigia. Vince il contribuente.
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