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Clausola antielusiva

Definizione

Una norma che mira a contrastare comportamenti dei contribuenti volti a eludere il fisco, cioè a evitare il pagamento delle tasse in modo lecito ma abusivo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Transfer pricing: L’azienda deve provare il valore di mercato
L'Amministrazione finanziaria ha contestato a L'Azienda l'applicazione di prezzi di trasferimento (transfer pricing) inferiori al valore normale nelle operazioni con una controllata estera, violando l'Art. 110 TUIR. I giudici di primo e secondo grado avevano dato ragione a L'Azienda, sostenendo che l'Amministrazione non avesse provato l'elusione fiscale. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che la norma sul transfer pricing non è antielusiva. Spetta al contribuente dimostrare che le transazioni con le consociate sono avvenute a prezzi di mercato. La causa tornerà alla Commissione Tributaria Regionale per una nuova valutazione.
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Transfer pricing: Azienda vince contro Fisco per vizio procedurale
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di transfer pricing che vedeva contrapposta l'Amministrazione finanziaria e una nota azienda automobilistica. L'Amministrazione contestava all'azienda di aver applicato prezzi inferiori al "valore normale" nelle transazioni con le sue controllate estere, riducendo l'imponibile fiscale in Italia. Le commissioni tributarie inferiori avevano dato ragione all'azienda. La Cassazione ha chiarito che la norma sul transfer pricing non è una clausola antielusiva, quindi l'onere di dimostrare che i prezzi erano a valore di mercato spetta all'azienda. Tuttavia, la Corte ha anche accolto il ricorso dell'azienda, ritenendo illegittimo l'accertamento per violazione del "termine dilatorio" (periodo per rispondere) previsto per il contribuente dopo una verifica fiscale. L'azienda ha vinto la causa per un vizio procedurale.
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Transfer pricing: Azienda vince, ma l’onere della prova si ribalta
L'Agenzia delle Entrate contestava a un'Azienda l'applicazione di prezzi inferiori al "valore normale" (il prezzo di mercato) nelle operazioni di transfer pricing con le sue filiali estere, per l'IRAP 2004. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione all'Azienda, ritenendo che l'Agenzia non avesse provato l'elusione fiscale. La Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha chiarito che la norma sul transfer pricing non è una clausola antielusiva: l'Amministrazione non deve provare l'intento elusivo, ma solo l'esistenza di transazioni a prezzi non di mercato. Spetta all'Azienda dimostrare che i prezzi erano "normali". Tuttavia, la Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda per un vizio procedurale: l'accertamento non era "a tavolino" e, quindi, l'Azienda aveva diritto a un contraddittorio preventivo non rispettato. La causa è stata decisa nel merito a favore dell'Azienda.
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Transfer Pricing: Cassazione chiarisce onere prova sul valore normale
La Corte di Cassazione ha chiarito importanti principi sul Transfer Pricing. Una nota azienda automobilistica aveva applicato prezzi inferiori al "valore normale" nelle transazioni con le sue controllate estere. La Commissione Tributaria Regionale aveva erroneamente ritenuto che l'Amministrazione finanziaria dovesse provare l'intento elusivo. La Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che la normativa sul Transfer Pricing non è una clausola antielusiva. L'Agenzia deve solo dimostrare che le transazioni tra società collegate sono avvenute a prezzi inferiori al valore normale. Spetta poi al contribuente dimostrare che tali prezzi corrispondono a valori di mercato. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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