La Corte di Cassazione ha stabilito che il coniuge superstite acquista automaticamente la qualità di erede se mantiene il possesso beni ereditari relativi a immobili diversi dalla casa coniugale. Nel caso analizzato, la vedova si era trasferita in un appartamento distinto dalla residenza familiare, esercitandovi un controllo tale da concederlo in uso a terzi. Poiché tale bene non rientrava nel diritto di abitazione garantito dall'art. 540 c.c., la condotta ha configurato un'accettazione ex lege dell'eredità ai sensi dell'art. 485 c.c., rendendo la donna responsabile verso i creditori del defunto.
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