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Chiamata diretta nominativa

Definizione

Una modalità di assunzione riservata alle pubbliche amministrazioni che permette di scegliere e assumere direttamente una persona appartenente a categorie protette, senza concorso pubblico.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Chiamata diretta nominativa: fratelli esclusi nelle Pubbliche Amministrazioni
Un parente di una vittima di criminalità organizzata ha richiesto un'assunzione per chiamata diretta nominativa presso un Comune, invocando le norme di favore per i familiari delle vittime. Il Comune ha negato, richiedendo un concorso pubblico. La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto alla chiamata diretta nominativa per le vittime di terrorismo e criminalità organizzata, nelle amministrazioni pubbliche diverse dai Ministeri, spetta solo a coniugi e figli, non ai fratelli. Il ricorso del parente è stato quindi respinto.
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Assunzione figlio vittima del dovere: negata con padre vivo?
La Corte di Cassazione esamina il caso del figlio di una vittima del dovere, invalida ma non deceduta, a cui è stata negata l'assunzione diretta presso un'Azienda Sanitaria. I giudici dei gradi precedenti avevano ritenuto che tale diritto spettasse solo ai parenti di vittime decedute. La questione centrale riguarda l'estensione del beneficio dell'assunzione figlio vittima del dovere anche quando il genitore è ancora in vita. A causa della complessità della normativa e dell'assenza di precedenti specifici, la Cassazione non ha emesso una sentenza definitiva. Ha invece rinviato la causa a una pubblica udienza per una decisione di principio, sottolineando l'importanza di stabilire una regola chiara e uniforme per tutti.
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Assunzione vittime criminalità: Diritto vince sulla quota di riserva
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in tema di assunzione obbligatoria vittime criminalità. Il figlio di una vittima della criminalità organizzata si era visto negare il diritto al collocamento obbligatorio da parte di due enti pubblici. La motivazione era il superamento della quota di riserva dell'1% prevista per legge. La Corte ha ribaltato questa visione, affermando che per questa specifica categoria protetta la quota di riserva non si applica. Il diritto all'assunzione può quindi essere esercitato anche in superamento di tale soglia, incontrando come unico limite quello generale delle assunzioni consentite all'ente per l'anno di riferimento. Vince quindi il ricorrente, il cui diritto all'assunzione deve essere nuovamente valutato.
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Assunzione società in house: no a chiamata diretta
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'assunzione presso una società in house, anche per le categorie protette come gli orfani di caduti sul lavoro, non può avvenire tramite chiamata diretta nominativa. Tale procedura è riservata esclusivamente alle Pubbliche Amministrazioni. Le società a partecipazione pubblica, pur essendo tenute al rispetto del collocamento obbligatorio, devono seguire le procedure di reclutamento che garantiscano trasparenza e selezione, come previsto da normative specifiche. La richiesta di assunzione diretta è stata quindi respinta.
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