La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini dell'esenzione IVA per le cessioni intracomunitarie, la prova della reale movimentazione dei beni e della qualità di soggetto passivo dell'acquirente prevale sulla mera formalità della verifica del numero di Partita IVA. Una società si era vista negare l'esenzione a causa di Partite IVA di clienti spagnoli risultate non attive o sconosciute. La Suprema Corte ha cassato la decisione del giudice di merito, affermando che quest'ultimo aveva errato nel non considerare le prove documentali fornite dall'azienda che attestavano la regolarità sostanziale delle operazioni, in assenza di indizi di frode.
Continua »