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Cessione In Blocco

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Provvedimenti

Difetto di titolarità: prova nella cessione in blocco
Un debitore si oppone a un decreto ingiuntivo eccependo il difetto di titolarità del credito in capo alla società cessionaria. Il Tribunale di Firenze accoglie l'opposizione, revocando il decreto. La sentenza stabilisce che, nelle cessioni di crediti in blocco, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a provare la titolarità del singolo credito. Il creditore ha l'onere di fornire la prova documentale specifica che quel credito sia stato effettivamente ceduto.
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Prova titolarità credito: basta la Gazzetta Ufficiale?
Una sentenza della Corte di Appello analizza la questione della prova della titolarità del credito in caso di cessione in blocco. La Corte ha stabilito che la pubblicazione dell'avviso in Gazzetta Ufficiale, se sufficientemente dettagliata, è una prova adeguata, senza necessità di produrre il contratto di cessione. L'appello, basato sulla presunta mancanza di prova della titolarità del credito e sull'inefficacia dell'interruzione della prescrizione, è stato respinto. La Corte ha chiarito che l'appellante era un coobbligato solidale e non un garante autonomo, rendendo l'atto interruttivo valido anche nei suoi confronti.
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Prova cessione crediti: la G.U. non basta
Una società e i suoi garanti hanno appellato una sentenza che aveva parzialmente confermato un debito verso una banca. La questione decisiva è diventata la prova della cessione dei crediti, avvenuta a favore di una nuova entità finanziaria. La Corte d'Appello, pur respingendo i motivi d'appello iniziali su calcolo degli interessi e nullità della fideiussione, ha dato ragione agli appellanti su un punto cruciale. Ha stabilito che la nuova società non aveva fornito una prova adeguata del trasferimento del credito, poiché la sola pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (G.U.) è insufficiente quando l'esistenza stessa della cessione viene contestata. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato il difetto di titolarità del credito in capo alla nuova entità.
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Cessione in blocco: prova e legittimazione del credito
Una società si è opposta a un'ingiunzione di pagamento ottenuta dal cessionario di un credito bancario, contestando la legittimazione del nuovo creditore in una cessione in blocco. Il Tribunale ha confermato la legittimazione del cessionario, ritenendo sufficiente la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale unita all'elenco dei crediti. Tuttavia, ha accolto parzialmente l'opposizione nel merito, revocando l'ingiunzione e riducendo drasticamente il debito da oltre 450.000 € a circa 84.000 € a seguito di una perizia tecnica che ha accertato l'applicazione di oneri e interessi illegittimi.
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Notifica al socio: vale per la società e interrompe
Un'ordinanza chiarisce che la notifica al socio illimitatamente responsabile di un atto di pignoramento è valida anche per la società, interrompendo la prescrizione. La corte ha inoltre confermato che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è prova sufficiente per la cessione di crediti in blocco, respingendo l'opposizione dei debitori.
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Prova cessione del credito: Gazzetta non basta
In un caso di opposizione a decreto ingiuntivo, il Tribunale di Milano ha stabilito che la prova della cessione del credito non può basarsi unicamente sulla pubblicazione dell'avviso di cessione in blocco in Gazzetta Ufficiale. Il creditore cessionario ha l'onere di dimostrare la titolarità dello specifico credito attraverso il contratto di cessione. Mancando tale prova, il decreto ingiuntivo è stato revocato e la pretesa del creditore respinta.
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Legittimazione attiva cessione credito: prova essenziale
Un'azienda si oppone a un decreto ingiuntivo, contestando la legittimazione attiva della società cessionaria del credito. Il Tribunale accoglie l'opposizione, revocando il decreto. La decisione si fonda sul principio che la pubblicazione della cessione in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a provare la titolarità del singolo credito se l'avviso è generico e il debitore contesta specificamente l'inclusione del proprio debito nell'operazione di cessione in blocco.
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Legittimazione attiva cessionario: come provarla
Una società cessionaria di un credito ha ottenuto la riforma di una sentenza di primo grado che ne negava la legittimazione attiva. La Corte d'Appello ha stabilito che la produzione del contratto di cessione in blocco, unitamente a documenti specifici del rapporto, costituisce prova sufficiente della titolarità del credito. Questa decisione chiarisce l'onere probatorio per la legittimazione attiva del cessionario nei giudizi di recupero crediti.
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