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Cessione In Blocco Dei Crediti

Definizione

La vendita di un intero pacchetto di crediti, spesso problematici (non pagati), da un soggetto (come una banca) a un altro specializzato nel recupero.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Cessione in blocco dei crediti: basta la Gazzetta Ufficiale
Una società cessionaria ha impugnato una sentenza favorevole alla garante di un conto corrente, contestando l'asserita carenza di legittimazione attiva. La corte d'appello aveva dichiarato inammissibile l'impugnazione, ritenendo che il solo avviso pubblicato in Gazzetta Ufficiale non dimostrasse l'inclusione del singolo debito nell'operazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società acquirente. I giudici hanno chiarito che, nella cessione in blocco dei crediti, l'avviso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale costituisce prova sufficiente della titolarità del credito se contiene categorie e criteri oggettivi precisi, capaci di ricondurre il debito ceduto al perimetro dell'accordo senza dover esibire per forza l'intero contratto di compravendita. La sentenza d'appello è stata quindi cassata con rinvio.
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Risoluzione del contratto di leasing tra vizi formali e debiti
Una società utilizzatrice subisce la risoluzione del contratto di leasing per non aver pagato i canoni maturati durante la procedura di concordato preventivo. La società impugna la decisione contestando i poteri della società mandataria incaricata del recupero crediti e la prova dell'avvenuta cessione in blocco del credito. La Corte di Cassazione respinge l'impugnazione dichiarando inammissibile il ricorso principale per difetto di autosufficienza e tardività delle eccezioni. I giudici dichiarano inammissibile anche il ricorso incidentale promosso dalla società creditrice per carenza di interesse. Entrambe le parti escono sconfitte dal giudizio di legittimità con compensazione integrale delle spese legali.
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Cessione in blocco dei crediti: decreto valido per prova notarile
Un debitore ha promosso opposizione contro un decreto ingiuntivo da oltre 20.000 euro ottenuto da una società cessionaria per un vecchio prestito rateale non saldato. Il debitore contestava la cessione in blocco dei crediti per mancata prova della titolarità, eccependo inoltre la prescrizione del debito e vizi nel calcolo degli interessi. Il Tribunale ha respinto l'opposizione e confermato interamente il decreto ingiuntivo. La società creditrice ha prodotto l'avviso in Gazzetta Ufficiale, gli atti notarili di deposito e le liste nominative con il codice pratica specifico del finanziamento contestato. Inoltre, una formale raccomandata di messa in mora inviata prima del compimento del decennio ha validamente interrotto il decorso della prescrizione. Il debitore deve quindi pagare l'intero importo ingiunto oltre alle spese legali.
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Cessione in blocco dei crediti: la Cassazione frena le finanziarie
Una società finanziaria ha promosso un'azione revocatoria per dichiarare inefficace la donazione di immobili compiuta da una garante a favore dei nipoti, sostenendo di essere creditrice in forza di una cessione in blocco dei crediti. Il Garante e i donatari hanno contestato la legittimazione della società, lamentando la mancanza di prova dell'inclusione dello specifico credito nell'operazione di cessione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei debitori, stabilendo che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e la dichiarazione notarile non bastano a dimostrare la titolarità del singolo credito se contestata. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Debito e Cessione: l’Inammissibilità del Ricorso Salva la Banca
Una banca ottiene un decreto ingiuntivo milionario contro un'azienda e i suoi fideiussori. Successivamente, il credito viene trasferito a un'altra società. I fideiussori si oppongono e portano il caso fino alla Corte di Cassazione, contestando la prova della titolarità del credito. La Suprema Corte, tuttavia, non entra nel merito della questione. Dichiara l'inammissibilità del ricorso perché i fideiussori non hanno rispettato i rigidi requisiti formali, omettendo di specificare e riprodurre correttamente gli atti su cui si basavano le loro lamentele. Di conseguenza, i fideiussori perdono la causa per un vizio procedurale e vengono condannati a pagare le spese legali.
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Ricorso in Cassazione Inammissibile: Garante Perde per Poca Chiarezza
Un Garante aveva firmato una fideiussione a favore di una Banca per un debito altrui. Successivamente, ha cercato di far dichiarare nulla questa garanzia. Dopo aver perso nei gradi precedenti, si è rivolto alla Corte di Cassazione. Tuttavia, il suo ricorso è stato scritto in modo talmente confuso e carente da non permettere ai giudici di comprendere i fatti essenziali della vicenda e le ragioni della contestazione. La Corte ha quindi sancito l'inammissibilità del ricorso per cassazione, non per il merito della questione, ma per un grave difetto di forma. Il Garante ha perso la causa ed è stato condannato a pagare tutte le spese.
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