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Certificato di congelamento

Definizione

Un provvedimento emesso da un'autorità giudiziaria di uno Stato membro dell'Unione Europea per impedire temporaneamente la distruzione, trasformazione, spostamento o vendita di un bene, al fine di garantirne la successiva confisca.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Certificato di congelamento europeo: va proposto il riesame
Il Giudice per le indagini preliminari di Palermo disponeva il blocco di un immobile in esecuzione di un certificato di congelamento europeo trasmesso dalle autorità olandesi per presunti reati finanziari e patrimoniali. La difesa dell'Indagata chiedeva il riesame della misura cautelare reale. Il Tribunale del Riesame riqualificava erroneamente l'impugnazione in ricorso per cassazione, ritenendo la procedura un incidente di esecuzione penale. La Corte di Cassazione ha chiarito che il blocco di beni basato sul certificato di congelamento europeo è equiparabile al sequestro preventivo interno. Di conseguenza, il rimedio corretto contro il decreto del giudice è la richiesta di riesame davanti al Tribunale locale e non il ricorso diretto in Cassazione. La Suprema Corte ha riqualificato il ricorso e ha restituito gli atti al Tribunale per la decisione di merito.
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Certificato di congelamento: il riesame spetta al tribunale
L'autorità giudiziaria straniera ha emesso un certificato di congelamento per bloccare un immobile in Italia di proprietà dell'indagato. Il Giudice per le indagini preliminari ha riconosciuto la misura cautelare europea. La difesa dell'indagato ha presentato una richiesta di riesame per contestare il provvedimento. Il Tribunale locale ha però inviato gli atti direttamente alla Corte di Cassazione, ritenendo l'atto un provvedimento esecutivo non soggetto a riesame. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione. I giudici supremi hanno stabilito che il certificato di congelamento equivale a un sequestro preventivo. Di conseguenza, l'indagato ha diritto a una valutazione di merito davanti al Tribunale del riesame. Gli atti tornano al giudice territorialmente competente.
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Sequestro per equivalente: terreni bloccati senza il sì estero
Un cittadino subisce il sequestro per equivalente di alcuni suoi terreni in Italia, in esecuzione di un provvedimento di congelamento emesso dall'autorità giudiziaria della Romania. Avendo la necessità di vendere tali terreni, l'indagato chiede di poter sostituire gli immobili sequestrati versando una somma di denaro corrispondente al loro valore. Il Tribunale italiano rigetta la richiesta poiché l'autorità rumena ha espresso parere negativo. La Corte di Cassazione conferma questa decisione: la sostituzione di un bene immobile con il denaro non è una semplice modalità di esecuzione, ma costituisce una misura alternativa che richiede obbligatoriamente il consenso dello Stato che ha emesso il provvedimento originario. Di conseguenza, senza il via libera dell'autorità estera, il sequestro sui terreni non può essere revocato.
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Competenza sequestro: decide il GIP del capoluogo
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza territoriale per il sequestro di un'imbarcazione, sorto tra il GIP del Tribunale di Trieste e quello di Udine. Applicando il D.Lgs. n. 203/2023, la Corte stabilisce che la competenza per riconoscere un certificato di congelamento europeo spetta al Giudice per le indagini preliminari del tribunale del capoluogo del distretto in cui si trova il bene, in questo caso Trieste, anche se l'imbarcazione era fisicamente a Udine.
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