Un cittadino subisce il sequestro per equivalente di alcuni suoi terreni in Italia, in esecuzione di un provvedimento di congelamento emesso dall'autorità giudiziaria della Romania. Avendo la necessità di vendere tali terreni, l'indagato chiede di poter sostituire gli immobili sequestrati versando una somma di denaro corrispondente al loro valore. Il Tribunale italiano rigetta la richiesta poiché l'autorità rumena ha espresso parere negativo. La Corte di Cassazione conferma questa decisione: la sostituzione di un bene immobile con il denaro non è una semplice modalità di esecuzione, ma costituisce una misura alternativa che richiede obbligatoriamente il consenso dello Stato che ha emesso il provvedimento originario. Di conseguenza, senza il via libera dell'autorità estera, il sequestro sui terreni non può essere revocato.
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