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certezza del diritto

Definizione

La certezza del diritto è il principio in base al quale il diritto deve ricevere una applicazione prevedibile. In altri termini, a fronte di una violazione di una norma deve seguire l'applicazione della sanzione che la norma stessa ha stabilito per la sua violazione. In ambito penale, sono pertanto necessari: imperatività e coattività del diritto attraverso norme non prive di un sistema sanzionatorio (che non è oggetto di interpretazione, ma applicabile solo laddove esplicitamente previsto), certezza dell'avvio e conclusione dell'azione giudicante entro un termine inferiore a quelli di prescrizione dei reati, certezza dell'esecuzione della pena detentiva (non sostituibile con una sanzione pecuniaria, con un ricorso specifico e circoscritto agli sconti di pena e alle cosiddette pene alternative). Indulto, Condono e Aministia sono istituti giuridici in contrasto col principio della certezza del diritto e della certezza della pena. Il principio della certezza del diritto, in realtà, ha sempre avuto un forte contenuto retorico: il diritto è strutturalmente incerto in quanto, di un testo scritto, ben raramente sono possibili interpretazioni univoche; la stessa sociologia giuridica chiaramente evidenzia come i conflitti interpretativi rappresentano quanto di più comune è possibile trovare nel mondo del diritto, dato che ad es. si va di fronte al giudice quotidianamente proprio per avere una pronuncia che dirima un caso dubbio. La certezza del diritto, pertanto, potrà essere un principio reale ed effettivo solo in quei settori giuridici che non risultino particolarmente controversi; ove controversie ci siano, la certezza del diritto potrà essere un obiettivo cui tendere, ma non un risultato raggiunto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Incameramento della cauzione: la negligenza batte la buona fede
Un'azienda esportatrice ha chiesto l'autorizzazione per esportare mangimi in Libia, ottenendo inizialmente un termine di tre mesi per il controllo doganale. Successivamente, l'autorità doganale ha ridotto tale termine a pochissimi giorni, applicando un regolamento europeo che imponeva la scadenza perentoria del 31 agosto. L'esportatore, ritenendo la norma confusa, ha restituito il titolo senza utilizzarlo. Il Ministero ha quindi disposto l'incameramento della cauzione per il 75% dell'importo. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento, stabilendo che un operatore professionale non può invocare il legittimo affidamento o l'errore scusabile se la normativa, pur complessa, era interpretabile con l'ordinaria diligenza professionale. L'incameramento della cauzione è dunque valido.
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Rimborso fiscale negato: il termine di decadenza non attende la UE
Un contribuente ha chiesto il rimborso di un'imposta pagata sulla base di una legge italiana, successivamente dichiarata contraria al diritto dell'Unione Europea. Il cittadino riteneva che il tempo per agire partisse dalla sentenza europea. La Corte di Cassazione ha però respinto la sua richiesta. I giudici hanno stabilito un principio fondamentale: il termine decadenza rimborso fiscale di 48 mesi decorre sempre dalla data del versamento originale. Questa regola non cambia neanche se una norma viene dichiarata illegittima in un secondo momento. La decisione protegge la certezza dei rapporti giuridici, anche a costo di negare un rimborso per una tassa ingiusta. Vince quindi l'Agenzia delle Entrate.
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Decadenza Rimborso Fiscale: Diritto al Rimborso ma Fuori Tempo
Un contribuente ha richiesto il rimborso di una maggiore IRPEF pagata su un incentivo all'esodo, presentando la domanda oltre 48 mesi dopo la ritenuta. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta, stabilendo un principio fondamentale sulla decadenza rimborso fiscale. Il termine di 48 mesi per chiedere la restituzione delle imposte decorre sempre dalla data del versamento, non da eventuali sentenze successive (anche europee) che dichiarino l'illegittimità del tributo. La certezza del diritto prevale, consolidando la situazione dopo la scadenza del termine. L'Agenzia delle Entrate vince la causa e il contribuente perde il diritto al rimborso perché ha agito troppo tardi.
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