La Corte di Cassazione ha stabilito che il trattenimento di un richiedente asilo in un CPR non diventa illegittimo se la Pubblica Amministrazione supera i termini previsti per l'esame della domanda di protezione internazionale. La Corte ha chiarito che i termini della procedura accelerata non sono perentori ai fini della validità della misura detentiva, la quale è regolata da norme specifiche e limiti massimi propri. Pertanto, il ricorso del cittadino straniero, che lamentava un ritardo di nove giorni nella trasmissione degli atti da parte della Questura, è stato respinto.
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