La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso erano generici e non contestavano efficacemente le prove a carico (84 dosi di marijuana, bilancino, piantine e precedenti), che giustificavano la condanna per spaccio e non per uso personale. La decisione conferma la condanna e l'aumento di pena per la continuazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.
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