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Causa retributiva

Definizione

La funzione economica del compenso corrisposto quale corrispettivo diretto per una specifica prestazione lavorativa svolta.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Indennità di agente unico: l’azienda perde contro l’autista
Un lavoratore impiegato come autista e addetto al recapito postale ha agito in giudizio contro la società datrice di lavoro per ottenere l'indennità di agente unico per le mansioni svolte tra il 2011 e il 2014. L'azienda sosteneva che i rinnovi sindacali avessero riorganizzato il settore logistico, superando i vecchi accordi e azzerando tale beneficio economico. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso aziendale. Gli Ermellini hanno ribadito che l'emolumento possiede piena natura retributiva poiché remunera compiti specifici svolti contestualmente alla guida. Di conseguenza, il datore di lavoro non può cancellare o ridurre unilateralmente l'indennità in virtù del principio costituzionale di irriducibilità della retribuzione.
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Indennità di agente unico: confermato il diritto del lavoratore
Un dipendente con mansioni di autista e addetto al carico e scarico postale ha richiesto il pagamento della indennità di agente unico. L'azienda ha rifiutato l'erogazione, sostenendo che i nuovi accordi sindacali avevano riorganizzato i trasporti e superato le vecchie intese contrattuali. La Corte di Appello ha accolto la domanda del lavoratore, condannando la società a versare le differenze retributive maturate. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione e ha respinto il ricorso dell'azienda. I giudici hanno chiarito che tale compenso ha natura strettamente retributiva e deriva da un preciso obbligo contrattuale. Di conseguenza, il datore di lavoro non può cancellare o ridurre unilateralmente la voce economica, nemmeno a fronte di riorganizzazioni aziendali o della scadenza dei precedenti accordi collettivi.
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Indennità agente unico: l’azienda perde contro l’autista
Un dipendente con mansioni di autista e addetto al recapito ha chiesto la condanna del datore di lavoro al pagamento della voce retributiva legata alle doppie mansioni svolte. L'azienda ha contestato la richiesta sostenendo che nuovi accordi sindacali avevano riorganizzato i trasporti e superato la disciplina precedente. La Corte di Cassazione ha confermato i verdetti di merito, respingendo il ricorso dell'azienda. L'indennità agente unico possiede infatti piena natura retributiva poiché compensa l'effettivo cumulo delle mansioni di guida e consegna. Di conseguenza, il datore di lavoro non può cancellare o ridurre unilateralmente tale voce stipendiale senza un accordo esplicito con il lavoratore, restando pienamente vincolato all'obbligo retributivo garantito dalla Costituzione.
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