LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Causa di giustificazione (o Scriminante)

Definizione

Una circostanza prevista dalla legge che rende lecito un comportamento che, altrimenti, sarebbe considerato un reato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Diritto di cronaca e ricettazione: limiti e condanna civile
Due giornalisti hanno acquisito un supporto informatico con registrazioni telefoniche illecite di dipendenti aziendali, grazie alla mediazione di un imprenditore concorrente. I cronisti hanno poi diffuso tali notizie sulla stampa nazionale. L'accusa ha contestato il reato di ricettazione per le modalità di ottenimento del materiale. Gli imputati hanno invocato la scriminante professionale. La Corte di Cassazione ha delineato il rapporto tra diritto di cronaca e ricettazione, escludendo la copertura della scriminante quando la raccolta delle fonti calpesta i doveri deontologici, la buona fede e i diritti dei terzi. Sebbene la prescrizione abbia estinto il reato penale, la Suprema Corte ha confermato la condanna al risarcimento civile.
Continua »
Resistenza a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile per nuova valutazione prove
Un Lavoratore ha presentato ricorso contro una condanna per Resistenza a pubblico ufficiale. Il Lavoratore sosteneva di non aver agito con dolo (intenzione) e che l'azione dei Carabinieri fosse ingiusta, giustificando così la sua reazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno ritenuto che le argomentazioni del Lavoratore fossero già state esaminate e respinte dai giudici precedenti. Il ricorso chiedeva una nuova valutazione delle prove, cosa non permessa in Cassazione. Di conseguenza, il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Evasione per malore: lo stato di necessità non giustifica il furto
Una donna, agli arresti domiciliari, evade per recarsi in guardia medica a causa di un malore e, nella stessa notte, commette un furto in una struttura sanitaria. Condannata per evasione e furto, si difende invocando lo stato di necessità per l'allontanamento dal domicilio. La Corte di Cassazione conferma la condanna, respingendo la sua tesi. I giudici stabiliscono che lo stato di necessità non sussiste, perché la donna aveva alternative per gestire il suo problema di salute, come chiamare i soccorsi, e la sua lunga assenza, durante la quale ha commesso un altro reato, era ingiustificata. La sua richiesta viene quindi dichiarata inammissibile.
Continua »