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Causa concreta del contratto

Definizione

La funzione pratica ed economica che le parti intendono realizzare con il contratto, che va oltre la generica funzione astratta del tipo di contratto scelto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Validità franchigia aggregata: L’Assicurato perde contro l’Assicuratore
Un'Azienda Sanitaria ha stipulato un contratto di assicurazione per la responsabilità civile con una Compagnia Assicurativa. Il contratto prevedeva una "franchigia aggregata" annuale di 1.300.000 euro. La Compagnia, dopo aver risarcito terzi per sinistri inferiori a tale soglia, ha chiesto il rimborso all'Azienda. L'Azienda ha contestato la validità della franchigia aggregata, ritenendola nulla. Il Tribunale ha dato ragione all'Azienda, ma la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, dichiarando la clausola valida. La Cassazione ha confermato la validità della franchigia aggregata, rigettando il ricorso dell'Azienda Sanitaria. Ha stabilito che una franchigia elevata non snatura automaticamente la causa del contratto se l'assicurazione offre comunque una copertura significativa e altri vantaggi.
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Caparra o acconto: la tutela del cliente per nozze annullate
Un cliente versa 3.000 euro come anticipo per l'organizzazione di un ricevimento nuziale. A causa dell'annullamento delle nozze per la fine della relazione sentimentale, il cliente richiede la restituzione della somma. L'azienda si oppone, qualificando l'importo come caparra e trattenendolo. La Corte di Cassazione stabilisce che, di fronte al dubbio tra caparra o acconto, le clausole ambigue predisposte dal professionista devono essere interpretate nel modo più favorevole al consumatore, come stabilito dal Codice del Consumo. I giudici hanno chiarito che il trattenimento della somma contrasta con i principi di buona fede e correttezza, specialmente quando la causale del pagamento indicava espressamente un acconto. La sentenza di secondo grado è stata quindi annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Inadempimenti reciproci: come si valuta la colpa?
In un caso di compravendita immobiliare con inadempimenti reciproci, la Corte di Cassazione conferma la risoluzione del contratto per colpa della parte acquirente. La sentenza stabilisce che il mancato pagamento del prezzo costituisce un inadempimento di gravità prevalente rispetto a violazioni minori da parte del venditore, in quanto altera l'equilibrio fondamentale del contratto. Viene così ribadito il principio della valutazione comparativa e proporzionale delle condotte, basata sulla buona fede e sull'impatto sul sinallagma contrattuale.
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