Una società impugnava una cartella di pagamento per interessi maturati durante la sospensione giudiziale di un precedente atto. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che gli interessi da sospensione giudiziale sono sempre dovuti se il debito tributario viene successivamente confermato. Questo principio, fondato sull'art. 1282 c.c., si applica anche a periodi antecedenti alla riforma del 2015, poiché il tempo del processo non può danneggiare la parte che ha ragione. La sospensione cautelare blocca solo la riscossione, non la maturazione degli interessi sul debito legittimo.
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