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Carenza di offensività

Definizione

Principio secondo cui un'azione, pur corrispondendo formalmente a una figura di reato, non è punibile se in concreto non ha leso né messo in pericolo il bene giuridico tutelato dalla norma.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Inosservanza obblighi sorveglianza speciale: Cassazione conferma condanna per breve assenza
Un Individuo, sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di dimora notturna, è stato condannato per Inosservanza obblighi sorveglianza speciale. Era assente dalla sua abitazione per circa trenta minuti durante l'orario di divieto. La Corte d'Appello ha confermato la condanna, ritenendo che anche una breve assenza costituisca violazione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'Individuo inammissibile. Ha ribadito che qualsiasi allontanamento, anche minimo, viola gli obblighi. Ha inoltre giustificato l'applicazione della recidiva, data la storia criminale dell'Individuo. L'Individuo dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Archiviazione per tenuità del fatto: interesse a ricorrere
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di archiviazione per tenuità del fatto emessa nei confronti di un avvocato per il reato di cui all'art. 388 c.p. La professionista aveva omesso di dichiarare un conto corrente con un saldo irrisorio (€ 35,42). La Corte ha riconosciuto il suo interesse concreto a impugnare il provvedimento per evitare ripercussioni disciplinari, affermando che la palese inconsistenza patrimoniale del bene non dichiarato rende plausibile l'insussistenza del reato stesso per carenza di offensività e di dolo. Il caso è stato rinviato al G.i.p. per una nuova valutazione.
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Inammissibilità ricorso in Cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro la sentenza di condanna della Corte d'Appello. I giudici hanno ritenuto i motivi di ricorso manifestamente infondati, generici e volti a una non consentita rivalutazione dei fatti, confermando così la decisione impugnata e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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