Un Lavoratore, assolto dopo essere stato agli arresti domiciliari per tentata estorsione, rapina e lesioni, ha chiesto la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte d'Appello ha negato il risarcimento, basandosi sul fatto che il Lavoratore aveva esercitato il suo diritto al silenzio durante le indagini. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione. Ha stabilito che il diritto al silenzio non può influenzare negativamente il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione, in linea con le nuove normative europee e nazionali che rafforzano la presunzione di innocenza.
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