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Carattere residuale

Definizione

In diritto, si dice di una norma che si applica solo quando non è applicabile un'altra norma più specifica che disciplina la stessa materia. L'art. 316-ter è residuale rispetto alla truffa (art. 640-bis).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Lavoro subordinato nell’impresa familiare tra coniugi
Una lavoratrice ha chiesto il riconoscimento delle differenze retributive per l'attività svolta presso la società gestita dal marito e dai cognati. La società datrice di lavoro si è difesa sostenendo che l'attività rientrasse nell'alveo della collaborazione familiare gratuita o dell'impresa familiare. I giudici hanno invece accertato la presenza di ordini precisi, continuità lavorativa e retribuzione fissa mensile. La Corte di Cassazione ha confermato l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato nell'impresa familiare. I giudici di legittimità hanno ribadito che la tutela dell'impresa familiare opera solo in via residuale, cedendo il passo quando emerge l'effettivo vincolo di subordinazione aziendale.
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Iscrizione gestione separata: quando non è dovuta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19768/2024, ha chiarito un punto fondamentale sull'iscrizione gestione separata INPS. Un professionista, in questo caso un chimico, già obbligatoriamente iscritto alla propria cassa di previdenza (EPAP) con versamento di contributi soggettivi, non deve essere iscritto d'ufficio alla Gestione Separata. La Corte ha sottolineato il carattere residuale di quest'ultima, che interviene solo in assenza di altra copertura previdenziale obbligatoria, annullando la pretesa contributiva dell'INPS.
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Truffa bonus cultura: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8329/2024, interviene su un caso di truffa bonus cultura, annullando un'ordinanza che aveva disposto il dissequestro di quasi 400.000 euro. La Corte ha stabilito che l'utilizzo di un sistema complesso di false fatturazioni e simulazioni di vendita per monetizzare il bonus non costituisce una semplice indebita percezione (art. 316-ter c.p.), ma una vera e propria truffa aggravata ai danni dello Stato (art. 640-bis c.p.). La decisione chiarisce che la presenza di 'artifici e raggiri' idonei a indurre in errore l'ente erogatore qualifica il reato come truffa, anche in presenza di eventuali carenze nei controlli da parte dell'ente stesso.
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