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C.T.U. esplorativa

Definizione

È una Consulenza Tecnica d'Ufficio richiesta non per valutare fatti già provati, ma per ricercare prove che la parte non è riuscita a fornire. Generalmente non è ammessa nel processo civile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Nuove prove in appello: tra rigore formale e verità dei fatti
Una società costruttrice, proprietaria di alcune aree di un complesso turistico, veniva condannata a pagare le spese di gestione alla comunione dei proprietari. La società richiedeva a sua volta la restituzione delle somme versate in eccedenza, ma la Corte d'appello respingeva la domanda dichiarando inammissibili i documenti presentati per la prima volta in secondo grado. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che, per i giudizi iniziati prima della riforma del 2012, è consentita la presentazione di nuove prove in appello se queste risultano indispensabili per la decisione della causa. I giudici hanno ritenuto fondamentali le ordinanze di assegnazione somme per verificare l'effettivo pagamento degli oneri. La sentenza è stata cassata con rinvio alla Corte d'appello.
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Dichiarazione di fallimento: bilanci tardivi e onere della prova
Il Liquidatore di una società ha impugnato la dichiarazione di fallimento, sostenendo il mancato superamento delle soglie dimensionali di fallibilità. La Corte d'Appello ha ritenuto inattendibili i bilanci depositati solo dopo il fallimento e ha negato una consulenza tecnica d'ufficio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del debitore, confermando che spetta all'imprenditore l'onere di dimostrare specificamente il mancato superamento dei limiti dimensionali. Non basta la generica produzione di scritture contabili senza l'indicazione dei dati rilevanti, e la scelta del giudice di non disporre una consulenza tecnica esplorativa è insindacabile.
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Indebito oggettivo: onere della prova e sanità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34152/2024, chiarisce la ripartizione dell'onere della prova nelle controversie sanitarie per pagamenti ritenuti eccessivi. La Corte ha stabilito che l'azione per la restituzione di somme versate in più del dovuto a una struttura sanitaria si qualifica come indebito oggettivo (art. 2033 c.c.). Di conseguenza, spetta all'ente che ha pagato (il 'solvens') dimostrare la mancanza di una 'causa debendi' per la parte di somma richiesta in restituzione, non potendo riversare l'onere probatorio sulla struttura sanitaria che ha ricevuto il pagamento.
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Nullità selettiva: l’onere della prova della banca
Un investitore ha ottenuto la restituzione di somme per operazioni finanziarie eseguite in assenza di un contratto-quadro scritto. La banca si è opposta invocando la mala fede del cliente (nullità selettiva), ma la sua difesa è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato che, per contrastare la nullità selettiva, l'intermediario ha un preciso onere di allegazione: deve affermare specificamente che i guadagni complessivi del cliente hanno superato le perdite. La semplice produzione di documenti, senza una formale allegazione, non è sufficiente a fondare l'eccezione né a giustificare una CTU esplorativa.
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