LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Buona Fede Iva

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Buona Fede IVA: non basta il pagamento tracciabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28506/2025, ha stabilito che per dimostrare la buona fede IVA e legittimare la detrazione in caso di operazioni con 'missing traders', non è sufficiente provare la regolarità dei pagamenti o la congruità dei prezzi. È necessario che l'imprenditore dimostri di aver adottato la massima diligenza nel verificare l'affidabilità del fornitore, specialmente in presenza di indizi di frode come la totale assenza di una struttura aziendale da parte di quest'ultimo.
Continua »
Buona fede IVA: quando l’azienda non è responsabile
Una società è stata accusata dall'Agenzia Fiscale di aver partecipato a una frode IVA tramite operazioni in reverse charge con un partner estero. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che l'onere di provare la malafede del contribuente spetta all'Amministrazione Finanziaria. Se l'azienda dimostra di aver agito con la dovuta diligenza e in buona fede IVA, non può essere ritenuta responsabile della frode commessa da altri soggetti nella catena di fornitura.
Continua »
Buona fede IVA: quando è esclusa la detrazione?
La Corte di Cassazione analizza un caso di detrazione IVA per operazioni soggettivamente inesistenti. La sentenza chiarisce che la buona fede IVA del contribuente non può essere presunta da elementi formali come la regolarità delle fatture o il prezzo di mercato. L'Amministrazione Finanziaria deve provare gli indizi della frode, dopodiché spetta al contribuente dimostrare di aver usato la massima diligenza per non essere coinvolto. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente accolto il ricorso del contribuente basandosi su elementi ritenuti insufficienti a provare la sua incolpevolezza.
Continua »