La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per traffico internazionale di armi nei confronti di un intermediario che ha organizzato il trasporto di materiale bellico verso la Libia. Nonostante l'assoluzione dal reato di associazione terroristica, poiché il gruppo destinatario non era inserito nelle liste ufficiali dell'ONU, la Corte ha ribadito la piena giurisdizione italiana. Tale competenza deriva dal fatto che l'attività di reperimento dell'imbarcazione utilizzata per il trasporto è avvenuta interamente in Italia. La decisione sottolinea che la violazione dell'embargo internazionale configura reati gravi legati alla detenzione e cessione di armi da guerra, indipendentemente dalla legittimità del governo destinatario.
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