La Corte di Cassazione ha confermato la misura degli arresti domiciliari per due soggetti accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato. Il caso riguarda la creazione di crediti d'imposta fittizi, tramite il meccanismo del 'bonus facciate', per lavori edili mai realizzati. La Corte ha stabilito che la presentazione di false fatture integra il reato di truffa aggravata (art. 640-bis c.p.) e non la meno grave fattispecie di indebita percezione di erogazioni pubbliche (art. 316-ter c.p.), poiché tale condotta induce in errore l'amministrazione pubblica. Il reato si perfeziona con la prima cessione del credito fittizio, che determina sia il profitto ingiusto per i truffatori sia il danno per l'erario o per il terzo acquirente del credito.
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