Una società cita in giudizio un Comune per l'inadempimento di un contratto, definito 'concessione', relativo a un immobile da adibire a museo. Il progetto fallisce perché l'edificio risulta inagibile. La Corte di Cassazione stabilisce che la controversia non riguarda l'esercizio di un potere pubblico, ma l'esecuzione di un contratto tra parti uguali. Poiché il bene non era effettivamente destinato a un servizio pubblico, il rapporto è di natura privata. La sentenza afferma quindi la giurisdizione sulla concessione di bene pubblico del giudice ordinario, e non di quello amministrativo, per decidere sulla risoluzione e sul risarcimento del danno.
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