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Bene emissione

Definizione

Conferma informale con cui una banca comunica a un'altra la regolare emissione di un assegno.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Assegno circolare falso: il venditore distratto perde la causa
Un venditore consegna capi d'abbigliamento a un nuovo cliente ricevendo in pagamento un assegno circolare falso. Prima della spedizione, il venditore chiede alla propria banca un controllo informale sull'assegno. La banca esegue una verifica telefonica con l'istituto emittente e riceve conferma positiva. In seguito l'assegno risulta rubato e contraffatto. Il venditore chiede il risarcimento dei danni alle banche. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del venditore. I giudici confermano il concorso di colpa del venditore al cinquanta per cento per omessa diligenza. Il commerciale non ha eseguito una semplice visura camerale. L'accertamento avrebbe rivelato che la ditta acquirente era cessata da oltre un anno. La banca negoziatrice non risponde dei danni poiché ha rispettato la prassi con la verifica telefonica senza rilevare anomalie evidenti.
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Verifica di bene emissione: l’assegno è falso ma la banca paga
Il Correntista vende un'auto ricevendo un assegno postale di 44.000 euro. Prima di consegnare il veicolo, chiede alla propria Banca la verifica di bene emissione. La Banca contatta telefonicamente l'ente emittente e rassicura il cliente, ma l'assegno si rivela falsificato. Il Correntista chiede il risarcimento del danno alla Banca. La Corte d'Appello respinge la domanda, ritenendo che la Banca abbia agito in buona fede riportando solo le informazioni ricevute. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del Correntista: la verifica di bene emissione richiede la massima diligenza professionale. Una semplice telefonata, senza richiesta di conferma scritta o identificazione dell'operatore, non esonera la Banca da responsabilità contrattuale. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Bene emissione e assegni falsi: quando la banca paga i danni
Due società commerciali ricevevano due assegni circolari come pagamento, poi rivelatisi falsi. Prima di accettarli, avevano chiesto alla propria banca di verificare la regolarità dei titoli. La banca negoziatrice, dopo un controllo telefonico con la banca emittente, aveva confermato la regolarità dell'operazione fornendo il cosiddetto bene emissione. Successivamente, era emerso che i telefoni della banca emittente erano stati hackerati da truffatori. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei clienti, stabilendo che la banca negoziatrice è responsabile se non rileva anomalie evidenti, come discrepanze nelle date, e che la banca emittente deve dimostrare di aver protetto adeguatamente le proprie linee telefoniche.
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Responsabilità bancaria per informazioni errate
La Corte di Cassazione conferma la condanna di una banca per aver fornito a un cliente informazioni superficiali sulla validità di un vaglia postale, poi rivelatosi falso. L'ordinanza sottolinea la responsabilità bancaria che sorge quando l'istituto, accettando di effettuare una verifica su richiesta del cliente, non adotta la diligenza professionale richiesta, inducendo il cliente a un falso affidamento e causandogli un danno economico.
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