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bacino imbrifero montano

Definizione

Area geografica di montagna, delimitata per legge, che raccoglie le acque piovane e le convoglia in un unico corso d'acqua. È il territorio di riferimento per l'applicazione del sovracanone.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sovracanone B.I.M.: esenzione se la presa d’acqua è esterna
Un consorzio di Comuni montani ha chiesto il versamento del Sovracanone B.I.M. al gestore di una centrale idroelettrica. Il gestore dell'impianto si è opposto alla pretesa, evidenziando che l'infrastruttura di prelievo dell'acqua si trova fuori dai confini del bacino montano. Il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ha accolto l'opposizione, annullando l'obbligo di pagamento per la centrale situata all'esterno dell'area montana. Il consorzio territoriale ha quindi ricorso in Cassazione. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno confermato la decisione, stabilendo un fondamentale principio giuridico: la spettanza del tributo dipende esclusivamente dal luogo in cui si trova l'opera di presa diretta dell'utente. Se la struttura di prelievo si colloca fuori dal territorio montano, la prestazione patrimoniale non è dovuta, a nulla rilevando l'origine dell'acqua nel canale principale.
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Sovracanone per impianti idroelettrici: vince il bacino montano
Un consorzio di comuni montani ha richiesto al consorzio di bonifica il pagamento degli arretrati relativi al sovracanone per impianti idroelettrici per lo sfruttamento di acque pubbliche. Il consorzio di bonifica ha contestato la richiesta sostenendo che le proprie opere di presa si trovavano al di fuori del perimetro montano e sotto la quota altimetrica di riferimento. I giudici di merito hanno riconosciuto il debito tributario per le annualità non prescritte. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha dichiarato inammissibile il ricorso del consorzio di bonifica. La Suprema Corte ha chiarito che la legge impone il sovracanone a tutti gli impianti situati nei comuni del bacino, eliminando qualsiasi distinzione legata alla quota altimetrica o alla collocazione marginale delle prese d'acqua.
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Sovracanoni idroelettrici: la guida alla ripartizione
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha chiarito l'interpretazione della riforma del 2012 riguardante i sovracanoni idroelettrici. Un ente locale situato a fondovalle aveva contestato le delibere di un consorzio montano, sostenendo che la nuova normativa imponesse una revisione dei criteri di ripartizione dei fondi a suo favore. La Suprema Corte ha stabilito che l'estensione dell'obbligo di pagamento a tutti gli impianti, introdotta dalla Legge di Stabilità 2013, riguarda esclusivamente i rapporti esterni tra concessionari ed enti locali, non modificando le regole interne di distribuzione dei proventi tra i comuni. La Corte ha inoltre ribadito che tali somme non hanno natura risarcitoria ma solidaristica, annullando la sentenza precedente per difetto di motivazione.
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Sovracanone idroelettrico: quando è dovuto?
Con la sentenza n. 34475 del 27/12/2019, le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che il sovracanone idroelettrico è dovuto dalle società concessionarie per il solo fatto che le opere di presa ricadano nel territorio di un comune, anche solo parzialmente incluso in un bacino imbrifero montano, a prescindere dall'altitudine. La Corte ha rigettato il ricorso di una società energetica, affermando che la finalità di finanziare opere infrastrutturali è programmatica e non un presupposto per il pagamento, confermando la natura solidaristica e non corrispettiva del tributo.
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