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Bacinella

Definizione

Nel gergo criminale, indica la cassa comune di un'organizzazione, dove confluiscono i proventi delle attività illecite per essere poi redistribuiti o reinvestiti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Associazione di tipo mafioso: tra carità e crimine
La Suprema Corte ha confermato le condanne per diversi imputati coinvolti nella gestione illecita del centro di accoglienza per migranti e del settore scommesse. La vicenda scaturisce dall'infiltrazione criminale della cosca locale nelle risorse pubbliche destinate all'assistenza. I giudici hanno chiarito la distinzione tra concorso esterno e vera e propria associazione di tipo mafioso. Un agente penitenziario risponde di concorso esterno per aver fatto da tramite clandestino con i detenuti. Al contrario, un sacerdote e un imprenditore rispondono del delitto di associazione di tipo mafioso: il primo custodiva la cassa comune e orientava gli appalti dell'ente caritatevole a favore del clan; il secondo garantiva proventi stabili nel gioco d'azzardo. La Corte ha quindi rigettato tutti i ricorsi, confermando le pene detentive e la confisca dei beni societari fittiziamente intestati.
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Recupero crediti ed estorsione: la prova del clan mafioso
Un indagato ha subito la custodia cautelare in carcere per un presunto recupero crediti violento a vantaggio di un gruppo criminale locale. Il Tribunale del Riesame ha confermato la misura ritenendo sussistente l'aggravante dell'agevolazione mafiosa e qualificando il fatto come estorsione. La difesa ha dimostrato la mancata prova dell'esistenza del clan mafioso in quel periodo, chiedendo la derubricazione in esercizio arbitrario delle proprie ragioni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'aggravante agevolatrice richiede la prova reale del sodalizio criminale beneficiario. I giudici di legittimità hanno annullato l'ordinanza con rinvio per rivalutare il reato contestato.
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Associazione finalizzata al traffico di stupefacenti
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un soggetto accusato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti con ruolo direttivo. Il ricorrente contestava la gravità degli indizi, sostenendo un coinvolgimento marginale o limitato a droghe leggere. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che le intercettazioni dimostravano chiaramente la partecipazione attiva al traffico internazionale di cocaina, la gestione di fondi comuni e il coordinamento dei trasporti tramite veicoli con doppi fondi. La decisione ribadisce che il controllo di legittimità non può sostituirsi alla valutazione dei fatti operata dal giudice di merito se questa è logicamente coerente.
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Partecipazione associazione mafiosa: quando annullare
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di custodia cautelare per il reato di partecipazione associazione mafiosa a carico della compagna di un boss. La Corte ha ritenuto che gli indizi, consistenti in contatti sporadici e un singolo messaggio trasmesso anni prima, fossero ambivalenti e potenzialmente spiegabili dal legame familiare, mancando la prova di un contributo stabile e continuativo all'organizzazione criminale.
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